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Cosa può fare internet per la politica?

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Vorrei partire da un filmato, che l’associazione Anti Digital Divide ha messo a disposizione su YouTube, per poi porre una domanda da un milione di dollari. Nel filmato ci sono le parole di Filippo Facci relativamente al livello dell’utenza del web (“la rete non esiste […] io la rete la conosco, la frequento […] scrivo sul quarto blog italiano […] la prevalenza della rete che è quella che frequenta e comunica sul blog di Grillo […] è il peggio di questo paese […] addebita al successo altrui i problemi della propria medocrità“). ADD con questo video intende sottolineare un certo atteggiamento negativo nei confronti della popolazione che affida al web il proprio tempo e la propria sete di informazione. Una raccolta firme apposita è stata indetta per protestare contro questo atteggiamento anti-internet.

Ma è su un altro elemento di questo filmato che vorrei porre l’attenzione.

Di Pietro, ad un certo punto, prevede il giorno in cui verrà la morte dei partiti, sostituiti da quella che è la nuova democrazia che viene dalla Rete. Bruno Vespa, da parte sua, maledice quel giorno. A mio avviso entrambi hanno esagerato in quanto nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma. Anche in politica. Chi sbaglia? Io, Vespa o Di Pietro?

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