QR code per la pagina originale

Torvalds rilascia la nuova versione di Linux

Dopo un'attesa più lunga del solito Torvalds ha rilasciato il nuovo Linux. Non sono mancate come al solito polemiche interne alla comunità di sviluppatori e gli occhi sono puntati ora sugli effetti della GPLv3

,

È arrivata la nuova release di Linux, il kernel alla base dei più noti sistemi operativi open source, e come di consueto arriva direttamente dalle mani di Linus Torvalds, ideatore e coordinatore della comunità di sviluppatori indipendenti.

Ci sono state un po’ di difficoltà e di ritardi rispetto al solito, dovuti a quelli che Torvalds ha definito «problemi minori», ma ad ogni modo con un post sulla Linux Kernel Mailing List Torvalds ha spiegato tutto presentando anche le novità della versione 2.6.23 del sistema operativo. Tra gli highlights è da segnalare il miglior supporto verso i device a 64 bit della Sun.

Non sono chiaramente mancate polemiche tra sviluppatori per la strutturazione di molte delle novità e delle migliorìe. Ad esempio il sistema di bilanciamento delle risorse di sistema tra carichi di lavoro interattivo e processi ordinari, migliorato da un nuovo sistema di schedule ad opera di Con Kolivas, è stato poi modificato ancora da Ingo Molnar, ed è la sua versione (che predilige il carico sui processi interattivi) a comparire nella versione finale. Cosa in seguito alla quale Kolivas (chiudendo così una serie di polemiche già precedenti a quest’ultimo scontro) ha lasciato lo sviluppo scatenando molte discussioni.

Spiega Davide Falanga per Webnews: «tra le novità principali, possiamo vedere un maggiore uso di SELinux, dei miglioramenti a XFS e ext4, l’uso di SLUB come allocatore di memoria slab di default e una nuova chiamata di sistema fallocate()». In particolare le prime benchmark sembrano rilevare un accesso più rapido alla RAM.

Il tutto si inserisce nel contesto della controversa questione inerente alla GPL v3, la nuova licenza che rispetto alle precedenti limita l’uso che si può fare del software in ambiti commerciali. Alla sua uscita molti esponenti del mondo open source erano rimasti contraddetti e non aveva approvato la svolta verso un regime un po’ più limitatorio e lo stesso Torvalds (qui nell’intervista concessa ad HTML.it) si era detto poco disposto ad applicarla salvo poi ritrattare. La licenza infatti tra le altre cose proibisce agli sviluppatori commerciali di porre restrizioni al diritto per gli utenti finali di modificare il software pubblicato sotto tale licenza.

Notizie su: