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Ballmer: stiamo inseguendo Google

Ballmer torna a parlare e rivolge le proprie attenzioni a Google. Da una parte premia il rivale spiegando che Microsoft è costretta a inseguire nella ricerca e nell'advertising. Google, però, è bocciato nella suite di software-as-a-service per l'ufficio

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Quando parla, Steve Ballmer è uno che lascia il segno. Non le manda a dire, tende a lasciare sfumature sbilanciate e, in un modo o nell’altro, le sue dichiarazioni sono giudizi taglienti che spesso e volentieri guardano alla concorrenza come punto di riferimento per un bilancio interno. Così è per l’ennesima volta in pochi giorni: prima l’attacco contro Red Hat, poi l’ipotesi per cui Google sbirci nelle email di Gmail, infine un duplice giudizio proprio sul rivale di Mountain View. Duplice giudizio, però, anche di duplice natura.

Innanzitutto Steve Ballmer ammette a chiare lettere una situazione per altro chiara di per sè: Google è davanti, e di molto, per quanto riguarda ricerca e advertising. I numeri confermano le parole di Ballmer: il 60% delle query prodotte a livello internazionale sono veicolate verso i server di Mountain View. Il CEO Microsoft torna a ripetere il concetto, dunque, ma non fa drammi e predica pazienza perchè quella di Microsoft è una marcia lenta che è iniziata con l’importante operazione aQuantive. Ballmer spiega che costruire da zero una piattaforma per l’advertising è un’operazione molto onerosa che Microsoft è stata però in qualche modo costretta ad abbracciare per tentare di estendere i propri flussi in entrata (differenziazione resasi necessaria dalla pressione dell’open source in ambito software).

Ampia sicurezza, viceversa, è espressa relativamente al possibile pericolo rappresentato dagli strumenti “office” della suite Google. Ballmer ne sminuisce direttamente l’importanza, mentre al tempo stesso vede nel cloud computing un trend ineluttabile di lungo periodo: il ruolo dei sistemi operativi sarà poco per volta rivalutato, ma tutto ciò semplicemente perchè saranno arricchiti da tutte quelle che saranno le opportunità aggiuntive presenti ed accessibili sulla rete. Quindi un impegno interessante: «il software deve sapersi autogestire, il desktop deve sapersi auto-aggiornare». Il discorso si chiude con l’ennesima nota positiva su Windows Vista: l’inizio è stato tribolato ma il gruppo sta lavorando sodo per completare i lavori lasciati incompiuti al momento del lancio.

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