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I Radiohead fanno un passo indietro

Le major ancora sono indispensabili per la promozione del disco e per far girare su televisioni e radio i loro singoli, così rientrano gli entusiasmi per la presunta rivoluzione della distribuzione musicale: il CD rimane, le major anche

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Dopo i facili entusiasmi per l’annuncio dei Radiohead di distribuire il loro nuovo album autonomamente solo attraverso internet e lasciando al pubblico la scelta del prezzo da pagare per il download, ora arriva la parziale doccia fredda con l’annuncio del gruppo del fatto che hanno ancora bisogno di una major e che il loro CD andrà comunque nei negozi reali.

Come era prevedibile i Radiohead non hanno detto addio per sempre alle major: “In Rainbows”, il nuovo CD, sarà anche distribuito secondo i canali tradizionali poichè non solo senza una grande etichetta ci sono degli ovvi problemi di pubblicità, ma anche perchè è necessaria una adeguata copertura radiofonica. Il modello del “tutto in autonomia” che sembrava promulgato dal gruppo non può reggere poichè, passato l’effetto novità, mancherebbero i canali di pubblicizzazione e diffusione dei singoli e, se la cosa è vera per un gruppo noto come i Radiohead, lo è a maggior ragione per gli artisti emergenti.

Eppure la loro provocazione non è stata inutile in quanto, almeno a parole, qualcosa sembra muoversi. Dopo l’annuncio dei Radiohead infatti hanno sostenuto di voler fare lo stesso anche altre band come i Nine Inch Nails (che sembrano i più convinti), gli Oasis e Jamiroquai. Le band vorrebbero fare a meno delle etichette e poter gestire in autonomia la distribuzione del disco ma ancora non hanno precisato come ne gestirebbero la promozione.

Chi invece sembra avere le idee più chiare di tutti e battere una strada che effettivamente al momento sembra la più sensata è, come spesso è accaduto, Madonna. Il Wall Street Journal riporta come la cantante sarebbe prossima a lasciare la sua etichetta, la Warner, per mettersi in proprio appoggiandosi unicamente ad un’agenzia di promozione di concerti con un contratto da 120 milioni di dollari.

L’attenzione si sposta dunque dal disco alla performance live, così che la seconda promuova il primo e non viceversa. Del resto, sempre secondo il Wall Street Journal, Madonna nelle scorse decadi ha venduto circa 10 milioni di copie dei suoi dischi nei soli Stati Uniti, mentre solamente con i suoi ultimi tre tour ha incassato 385 milioni di dollari dai soli biglietti venduti.