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Bufera ecologica su iPhone, Greenpeace accusa Apple

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Apple probabilmente ha sottovalutato l’attenzione di Greenpeace per i suoi prodotti dopo gli impegni presi nei mesi scorsi.

Greenpeace ha pubblicato un rapporto dove sono elencate le sostanze pericolose o nocive contenute in iPhone (prodotto presentato all’inizio del 2007 e in creazione sicuramente da molto tempo).

Un laboratorio indipendente ha analizzato il cellulare/iPod di Apple e ha confermato la presenza di composti a base di bromo concentrati soprattutto nell’antenna.

La scoperta di questi componenti nocivi, secondo Greenpeace, dimostrerebbe che Apple non ha fatto nessun passo avanti in questo campo.

Apple aveva promesso di rimuovere i composti a base di bromo e il PVC entro la fine del 2008; l’assenza di novità in proposito nei nuovi prodotti dimostrerebbe che Apple non starebbe lavorando come promesso.

Di tempo per arrivare alla fine del 2008 ce n’è ancora parecchio ma i problemi non sono finiti qui.

Greenpeace ha denunciato la presenza di ftalati e la difficoltà di rimuovere la batteria che è saldata al corpo del cellulare.

Se la batteria saldata è un problema soprattutto al momento dello smaltimento il problema forse più sensibile è quello legato agli ftalati.

Gli ftalati sono additivi tossici (classificati come cancerogeni) in grado di ammorbidire il PVC; purtroppo queste sostanze possono anche causare sterilità nei mammiferi (specialmente maschi).

Queste sostanze non sono vietate nei cellulari, ma lo sono (in Europa e a San Francisco) nei giochi per bambini e possono comunque danneggiare sia gli utenti sia l’ambiente.

Per queste ultime sostanze è partita addirittura una causa intentata dal CEH (Center for Evironmental Health) che richiede ad Apple almeno di avvertire il cliente con una etichetta.

Apple quindi non ha infranto la legge, ma non ha fatto alcun progresso nei suoi prodotti dal punto di vista ecologico.

C’è da dire, però, che l’iPhone fu progettato ben prima dei recenti impegni ecologici e quindi anche se le osservazioni sono assolutamente lecite forse sono arrivate un po’ troppo presto e sono quindi un po’ fuori luogo.

Speriamo almeno che queste proteste rendano Apple ancora più sensibile sull’argomento e accelerino il processo che porterà i Mac ad essere sempre più eco-compatibili.

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