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Il futuro dell’iTunes Store

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Il mercato della musica digitale è in fermento e l’iTunes Store cerca di mantenere la posizione dominante in un settore economico altamente dinamico.

Ricorderete la lettera scritta da Steve Jobs e pubblicata su Apple.com in cui il CEO della mela dichiarava di avere intenzione di mettere in commercio musica priva di DRM (senza cioè tutte quelle restrizioni che limiterebbero la diffusione di un brano musica in formato digitale). Successivamente (non senza polemiche scaturite da quella lettera) arrivò l’accordo tra Apple-EMI e sull’iTunes Store approdarono i brani musicali DRM-free a un prezzo superiore (1,29$ piuttosto dei 0,99$).

Ora concentriamoci su un altro aspetto di questo mercato. Apple può permettersi di vendere brani (o comunque contenuti multimediali) a prezzi relativamente bassi dato che il vero guadagno arriverebbe dalla vendita di hardware (iPod, Apple TV, iPhone ma anche gli stessi Mac). Anzi minore è il prezzo del contenuto multimediale e più l’iPod acquista valore!

Al contrario le case discografiche (il cui unico introito corrisponde alla vendita dei brani) hanno spinto, negli ultimi anni e senza successo, per alzare il prezzo finale di un brano e per proporre altre formule di acquisto.

Attualmente Universal (unita a Sony, BMG e Warner) sembra aver deciso di cambiare strategia e di offrire (nel prossimo futuro) una formula in cui l’utente paga un affitto mensile e ha diritto a scaricare una quantità illimitata di brani.

Potrebbe essere la risposta definitiva alla pirateria? Il punto è che un brano musicale o un film nel momento in cui viene codificato in formato digitale può essere (primo o poi) copiato e distribuito illegalmente. L’oggetto che non può essere copiato è la macchina cioè il player che vi permette di riprodurre il contenuto multimediale.

Se la tassa fosse spostata dal contenuto multimediale al player si raggiungerebbe una certa sicurezza.

E se la tassa mensile venisse mantenuta umanamente bassa l’utenza finale potrebbe accoglierla in modo favorevole.

Se in futuro Apple decidesse di seguire l’approccio immaginato da Universal, Sony e Warner e iniziasse a vendere iPod su cui va pagata una tassa mensile (diciamo 5 euro) che permette di accedere liberamente a tutti i brani musicali offerti sull’iTunes Store, come reagireste?

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