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Automator: cosa c’è di nuovo in Leopard

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Chi segue oneApple, sa quanto io ami questa applicazione, introdotta per la prima volta con Tiger, probabilmente poco considerata e sottovalutata, da molti utenti, Automator permette di semplificare notevolmente l’esecuzione di operazioni ripetitive e, sicuramente trarrà giovamento dalle migliorie introdotte con Leopard.

Premetto che per parlarvi delle nuove caratteristiche devo fare riferimento esclusivamente alle dichiarazioni di Apple, non avendo avuto a disposizione la beta di Leopard. Detto ciò vediamo quali miglioramenti sono stati apportati con Mac OS X 10.5

Probabilmente, uno dei limiti maggiori, fino a Tiger, era il fatto che si potessero creare flussi di lavoro solo con applicazioni che supportassero Automator. Ora questo problema sembra essere risolto, visto che è stata implementata la funzione “Watch me do that” (“guarda quello che faccio”) che permette di registrare quello che facciamo (cliccare un pulsante, controllare un’altra applicazione, etc.) e salvarlo come azione da riutilizzare in seguito. Un po’ come la funzione “registra” presente in AppleScript ma, a quanto pare, più efficiente.

L’interfaccia è stata migliorata; sono stati introdotti gli Starting Points, un modo per raggruppare (per categoria) le azioni utilizzabili nella creazione di un nuovo workflow. Inoltre, i gruppi di azioni sono personalizzabili (e, analogamente alle cartelle, anche i gruppi possono essere creati in versione smart).

È possibile accedere ad altri linguaggi, ad esempio utilizzando i flussi di lavoro per impostare i valori iniziali delle variabili. Gli stessi workflow, ora, possono contenere variabili (per memorizzare e riutilizzare dati).

Ovviamente sono stati aggiunti nuovi ed utili flussi di lavoro già “confezionati”, utili per la lettura dei feed RSS, per l’utilizzo di iSight, la manipolazione di PDF e… molto altro!

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