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Harry Potter non basta, Amazon non stupisce

Harry Potter non è bastato: il mago sbanca il botteghino di Amazon, ma i margini sono in calo e quindi i numeri in crescita creano solo un'illusione di poche ore. Il titolo chiude con 10 punti percentuali di crescita ma brucia tutto nell'after-hour

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Il riassunto della trimestrale Amazon sta tutto nell’andamento in borsa del titolo, la cui arrampicata e conseguente caduta in poche ore stordisce gli investitori più ottimisti. Il titolo gravita da giorni attorno a quota 90 dollari con un basso scambio di capitale azionario; l’apertura nella giornata di ieri è stata a quota 91, poi improvvisamente inizia il fermento: aumentano gli scambi, inizia a lievitare la quotazione ed in un amen AMZN è oltre quota 100 dollari. La chiusura è a + 10.59%. Dopo la chiusura ecco la comunicazione dei dati trimestrali e la chiusura del mercato after-hour è negativa di oltre 10 punti percentuali. Tutte le illusioni guadagnate in poche ore, insomma, sono bruciate in pochi minuti.

Il gruppo, insomma, delude. Le attese erano state oltremodo forti ed in effetti i numeri sono oltremodo positivi: i numeri non raggiungono però le stime ed in pochi minuti il valore di capitalizzazione crolla. Il terzo trimestre dell’anno porta nelle casse Amazon introiti netti quadruplicati: dai 19 milioni di dollari del Q3 2006 si passa agli 80 milioni del Q3 2007: da 5 centesimi per azione a 19 (le stime della vigilia indicavano un obiettivo da 18 centesimi per azione). Le entrate sono cresciute del 41% a quota 3.96 miliardi.

Anche e soprattutto per Amazon il prossimo trimestre sarà fondamentale in quanto inglobante il periodo natalizio. Il gruppo si attende tre mesi da 5.1/5.45 miliardi di dollari, con previsioni per la fine dell’anno tra 14.26 e 14.61 miliardi di “revenue”.

Harry Potter, insomma, è bastato solo per creare un’illusione: il maghetto della letteratura (e fenomeno del cinema) è infatti il nome che ha rappresentato la punta di diamante delle vendite Amazon nei tre mesi di riferimento con 2.5 milioni di copie smerciate, il che ha pesantemente contribuito alla prepotente crescita dello store le cui azioni ad inizio anno valevano appena 40 dollari. L’illusione degli analisti si è fermata sullo scoglio dei margini operativi: erano l’1.7% nel Q3 2006 e sono il 3.8% nel Q3 2007, ma allo stesso tempo il numero è in flessione rispetto al 4.8% e 4% del primo e del secondo trimestre dell’anno in corso.

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