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I compiti di scuola direttamente su penna USB

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Spesso ci lamentiamo dei metodi “arretrati” e “preistorici” con cui sono costretti a studiare gli alunni delle scuole italiane: lavagne, gesso e computer non all’altezza delle applicazioni in uso.

Certo, non è colpa delle strutture pubbliche che sono in continua carenza di fondi, ma in una scuola elementare del comune di Arco, in provincia di Trento, hanno avuto un idea eccezionale e poco dispendiosa: l’utilizzo di una comune penna USB nella quale studenti e insegnanti rispettivamente faranno e correggeranno i compiti assegnati.

I bambini della classe 4/a elementare dell’Istituto, mediante la periferica Universal Serial Bus, sono in grado di: navigare in Internet, disegnare e svolgere operazioni algebriche assegnate, il tutto previo inserimento della password personale.

Maurizio Zambarda e Luigina Pigarella, ideatori del progetto “Il PC in tasca”, hanno sperimentato nelle proprie classi l’idea ricevendo risultati più che positivi, tanto che il dirigente scolastico ha intenzione di espandere l’iniziativa a tutta la scuola.

I software in dotazione con la penna sono open source, largamente e facilmente adattabili alle esigenze didattiche e indipendenti da qualsiasi limitazione che il comune software proprietario non dà.

Personalmente vedo questo caso come un inizio in un circolo che porterà alla conversione dell’istruzione da “analogico” a “digitale”.

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