Digital.it
QR code per la pagina originale
news_3b63830829d8a79a.jpg

Firefox, Google e conflitto di interessi

All'uscita del nuovo aggiornamento di Firefox, la versione 2.0.0.9 (con alcuni bugfix minori), spuntano fuori alcune polemiche su quanto il browser di Mozilla sia legato a Google e come questo possa influenzarne la sicurezza

È pronto il nuovo aggiornamento di Firefox, la versione 2.0.0.9, e assieme ad essa giungono nuove polemiche sui legami tra il browser emergente, numero 2 del mercato e alternativa al monopolio, e il motore di ricerca numero 1 della rete, nonché la compagnia più potente di internet: Google.

Innanzitutto l’ultimo update del browser open source prevede principalmente la correzione di 5 bug. Si tratta di problemi relativi alla gestione dei CSS, al caricamento delle applet Java nelle versioni Windows Vista, di estensioni disattivate, gestione delle mappe e infine è stato risolto un problema che mandava in crash il browser in fase di avvio su alcune macchine con Windows.

Ma ben più importanti sono state le polemiche che hanno cominciato a girare in rete, tutte partite da un articolo comparso su Cnet, sul quale viene illustrata la tesi secondo cui la collaborazione tra Firefox e Google può portare ad un conflitto di interessi. Il primo motore di ricerca al mondo collabora infatti allo sviluppo del browser (ma è cosa nota, anche perchè Firefox è open source e chiunque può collaborare) e la principale fonte di guadagno di Mozilla è la percentuale che Google versa ogni volta che qualcuno compie una ricerca usando il box in alto a destra del browser (appositamente programmato con Google come motore default).

Il punto è nel fatto che Google contribuisce molto all’economia di Firefox: solo nel 2006 da Mountain View sono arrivati 56 milioni di dollari, che con tutta probabilità vuole e ottiene favori in cambio, come la correzione automatica di problemi che riguardano i suoi servizi, o l’integrazione di estensioni per i suoi siti, insomma facilitazioni che sono anche servizi che spesso vanno incontro ai desideri dell’utenza (che comunque dà segno di utilizzare molto le funzioni di Google).

Il nocciolo dell’accusa è nel fatto che Google contribuisce al filtro antiphishing di Firefox. E la domanda che gira con insistenza è: cosa fa la grande G quando uno dei suoi siti ha un noto problema che può essere sfruttato da hacker per attacchi malevoli di cui non si interessa? Il sito in questione entrerà nella blacklist di Firefox? La questione, per quanto teorica, è messa sulla bilancia insieme ai milioni di dollari a cui ammonta il valore del rapporto tra le parti.

Se vuoi aggiornamenti su Firefox, Google e conflitto di interessi inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  • 30330

    … e anche Firefox, come metà Rete, entra nella lunga coda … ehm… lista del libro paga di Google. Tra l’altro con 56 milioni di dollari, mica spiccoli.

    E’ possibile restare autonomi quando il proprio bilancio dipende per lo più da un solo attore?

  • lloyd27

    Io sono un heavy user sia di Firefox che dei servizi di Google, e sinceramente sono contento di questa collaborazione..
    Aiuta a crescere il mio browser preferito in fin dei conti..

  • http://www.mozillaitalia.it Gioxx

    Gabriele Niola: hai omesso un piccolissimo particolare. Google collabora al filtro antiphishing di Firefox vero, questo però entra in funzione se e solo se l’utente finale imposta “Verifica contattando Google per ogni sito visitato”. Se io decido che tale aiuto da parte di BigG non è affatto simpatico, seleziono la prima opzione (dalla scheda Privacy nelle opzioni del browser) e mi baso su un database interno del browser. Sono perfettamente d’accordo sul fatto che BigG ormai sia dappertutto ma non tocchiamo Firefox che per sopravvivere ed essere presente nelle “case degli italiani” (così come nel mondo intero) ha sempre e comunque bisogno di fondi (si, anche quelli di Google che partecipa allo sviluppo e -soprattutto- alla diffusione).

    30330: i 56 milioni di dollari sono già arrivati da un pezzo e Google è integrato come motore di ricerca predefinito sin dalle prime versioni della 2.0, possibile che tu non te ne sia accorto prima? :) Firefox non è a libro paga di Google, quest’ultimo versa un tot di dollari (si parla di milioni chiaramente) sia come donazioni e sia perché l’utilizzatore finale decide di usare BigG durante una qualsivoglia ricerca su web. Se io impostassi Yahoo come motore di ricerca predefinito nella search bar (in alto a destra) farei mancare a Firefox quei miei “20$” per mancato utilizzo di Google.

    Ciao!

  • http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.c gparker

    I 56 milioni (come riportato nell’articolo) sono solo la cifra del 2006, gli altri anni hanno visto altre cifre, sicuramente minori perchè minore era la diffusione del browser e quindi l’uso della feature in questione.
    Nessuno dice che Firefox sia sul libro paga di Google, ma nel pezzo viene segnalato come ci siano molti “favori” scambiati tra le due aziende e come il fatto che in pochi scelgano yahoo e tutti usino google per le ricerche rapide (anche perchè firefox ha deciso di metterlo come predefinito) fa sì che di fatto Google sia il principale finanziatore.
    A questo punto ci si chiede come si possa essere imparziali, e la storia del filtro antiphishing è solo un esempio.
    Tu davvero utilizzaeresti un filtro antiphishing scollegato dalla rete? Che non è continuamente aggiornato??

  • http://annuncigratuiti.myblog.it/ Francesco

    TUTTA GELOSIA – DO UT DES
    Non capisco il polverone , uso come broswer Safari della Apple e anche qui come motore di ricerca c’è Google, anche qui paga? E chi se ne frega!

    Sono un cattolico e credo alla Divina PROVVIDENZA, ma per riempire la pancia ci vogliono gli SPAGHETTI.

    Firefox è gratis, ma non penso che i dipendenti si nutrano di DIVINA PROVVIDENZA, nè che gli uffici della Firefox sono in cielo e che abbiamo la corrente gratis. Ci vogliono soldi e tanti; e se noi abbiamo i programmi gratis, qualcuno deve pur pagare!

    Il vero problema è la gelosia e l’invidia della CNET, evidentemente Google non da soldi alla CNET , ma perchè Google dovrebbe darglieli? I latini avevano un motto DO UT DES, do affinchè tu mi dia, la CNET desse qualcosa alla Google e Google darà anche a loro 56 milioni di dollari.

    Discorso semplice e lineare, quando le persone parlano o scrivono, bisogna intuire cosa vogliono esattamente dire, bisogna saper andare oltre quello che viene detto o scritto, così si riuscirà sempre a capire cosa vogliono intendere veramente.

    L’onestà è una filosofia aziendale, posso scegliere:

    1) Se mi paghi, taccio su quello che realmente fai.

    2) Mi paghi, ma non taccio sulle porcherie che fai; se ti va, come broswer definito, metto Google, altrimenti scelgo Yahoo o qualche altro.

    è solo questione di scelta, CNET ha scelto la gelosia e l’invidia. Contenti loro !

    Francesco

    P: S: Anch’io voglio creare programmi per computer ed altre cose per il computer e anch’io lo voglio dare gratis, così Google mi darà 56 milioni di dollari.

  • http://www.mozillaitalia.it Gioxx

    gparker: attualmente utilizzo un filtro locale e non in appoggio su Google, ti confermo quindi che sono “così pazzo” da non fare affidamento alla nota azienda di Mountan View. So bene che siti vado a visitare e mi proteggo in più modi e con più software se necessario. Fino ad ora non ho avuto problemi (parlo di anni, non mesi o settimane).

    Per la faccenda motore di ricerca ribadisco: ciascun utente è libero con pochissime e semplici operazioni di mettere Yahoo come predefinito (avrei chiaramente potuto dire Virgilio, Altavista o qualsiasi altro ;) ). Google è di certo il miglior investitore ma non per questo bisogna gridare allo scandalo.

  • http://sonovivoenonhopiupaura.blogspot.c gparker

    Si ma non puoi negare che in pochi cambiano motore predefinito e che avere la prima posizione è un grandissimo vantaggio.
    Inoltre vai bene tu che navighi dove sai, anche io non uso firewall perchè penso di saper discernere il bene dal male, ma mi rendo conto che i firewall sono utili e che la maggioranza ne ha bisogno.