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MySpace rinnova il suo sistema pubblicitario

Con almeno un centinaio di nuove categorie in cui suddividere i profili degli utenti e un nuovo pannello di controllo per dare modo a chiunque di usare il social network come veicolo promozionale, Murdoch tenta di monetizzare la sua posizione sul web

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Sono pronte due importanti novità che girano attorno al sistema di advertising di MySpace, il social network ormai parte del gruppo News Corp. facente capo all’australiano Rupert Murdoch. Pronti a partire ci sono un nuovo sistema di gestione delle proprie inserzioni che consente a chiunque di monitorare la propria pubblicità su MySpace, e un rinnovato sistema di targeting.

Una delle più grandi preoccupazioni dei proprietari di MySpace è stata da sempre come trasformare l’immane mole di utenti che riescono ad attrarre sui loro domini in moneta. La maniera più semplice e diretta è la pubblicità, ma fino ad ora non esistevano soluzioni in grado di massimizzare le entrate. Ci provano adesso SelfServe e HyperTargeting. Con il primo sistema MySpace mira ad espandere il numero dei propri inserzionisti adottando un metodo di cui il rivale Google è da tempo portabandiera, cioè quello che lascia libero chi vuole farsi pubblicità di gestire il proprio destino, decidendo modi e tempi delle proprie campagne. Con il secondo invece tenta un’operazione più raffinata.

Il cuore della pubblicità è infatti il targeting, il colpire le persone giuste, mostrare ad ognuno inserzioni che possono interessare direttamente e che quindi attraggano più facilmente il click. Ecco quindi che entra in scena il nuovo sistema di targeting che va oltre le attuali 10 categorie in cui sono divisi i profili degli utenti MySpace. Oltre ad aver introdotto un’undicesima categoria infatti, sono state inserite almeno un centinaio di sottocategorie attribuite in automatico ai profili.

«Non si tratta di un sistema basato sulle parole chiave» ha dichiarato Adam Bain, vice presidente esecutivo di Fox Interactive Media «per sapere che siete dei fan di Tom Cruise non ci serve necessariamente che lo menzioniate, il nostro sistema è abbastanza intelligente da capirlo vedendo che avete elencato dei film in cui lui è presente».

Una simile tecnologia però non è priva di problemi. In molti utenti già in passato hanno avuto modo di lamentarsi del fatto che sia una violazione della privacy che il sistema scruti nei loro dati e nei loro messaggi. News Corp., però, è stata ben attenta a progettare la nuova tecnologia affinchè si basi unicamente sui dati e sulle informazioni che gli utenti hanno deciso di rendere pubbliche, non controllando nè le informazioni private nè l’attività degli utenti.

Al momento almeno una cinquantina di investitori hanno aderito al programma di MySpace che sarà pronto per il 2008 e che consentirà di piazzare banner pubblicitari per una spesa minima di 10 dollari tenendo sempre presente che, come già per Google, il sistema funzionerà ad aste. La cifra di cui a News Corp si fanno forti è che ci sono almeno 23 milioni di piccoli business locali negli Stati Uniti e solo 1 milione si promuove online. Cifra che fa gola anche ai rivali di Facebook, i quali sembra siano ora pronti a tirare fuori la loro alternativa pubblicitaria.

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