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Condannato a due anni di carcere per spam

Uno spammer statunitense dovrà scontare 26 mesi di carcere e pagare un'ammenda di 180mila dollari per aver inviato 1,2 milioni di email indesiderate. Con 6000 messaggi annui per utente, lo spamming continua ad essere una vera piaga per il web

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È stato condannato a più di due anni di reclusione l’uomo che ha inondato di e-mail spazzatura oltre un milione e duecentomila di abbonati ai servizi di America Online (AOL), il più grande portale Internet degli Stati Uniti d’America. La sentenza è stata pronunciata da una corte del New Jersey e rientra nella nuova politica giudiziaria statunitense, che prevede tolleranza zero nei confronti degli spammer, coloro che inviano messaggi di posta elettronica non richiesti e indesiderati.

Secondo la sentenza della Corte federale di New York, il ventottenne Todd Moeller dovrà scontare 27 mesi di carcere e pagare una multa di 180mila dollari per la sua attività di spamming. Complice di Adam Vitale, un altro spammer coinvolto nello stesso filone di indagini, Moeller era stato arrestato mentre era intento ad accordarsi con un informatore della polizia, fintosi interessato alle strategie per aggirare i filtri anti-spam di AOL. Colti in flagrante dalle forze dell’ordine, sia Vitale che Moeller si erano dichiarati colpevoli per aver infranto le leggi anti-spam statunitensi, dopo aver aggirato i filtri di AOL utilizzando server fittizi e sistemi di occultamento degli IP dei loro computer. Tramite questi stratagemmi, i due spammer riuscirono nell’agosto del 2005 a inviare oltre un milione di e-mail spazzatura in appena una settimana, ottenendo un profitto di circa 40.000 dollari. Mentre Todd Moeller è stato appena condannato, il processo a carico di Adam Vitale inizierà il 13 novembre.

Secondo le stime più attendibili, sono mediamente seimila i messaggi non desiderati ricevuti in un anno da ogni utente della Rete che possiede un indirizzo email. Una recente ricerca svolta da Meta Comunicazione ha dimostrato come in Italia si ricevano da 10 a 15 messaggi indesiderati al giorno. Secondo la Stanford University (USA) per ogni ora di navigazione sul Web, 5/10 minuti vengono utilizzati per controllare la posta elettronica ed eliminare i messaggi di spamming. L’inarrestabile crescita del fenomeno ha spinto le autorità statunitensi a varare nel 2003 il CAN-SPAM Act, un testo di legge mirato per fornire gli adeguati strumenti giudiziari per contrastare lo spam. Da tempo si discute per l’emanazione di testi di legge simili anche nell’Unione Europea, ma una direttiva comune tarda ad essere emanata.

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