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OpenSocial e Android, quanto è “open” Google?

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Due novità stanno facendo in queste ore il giro del mondo, entrambe fanno parlare di Google: OpenSocial e Android.

Annunciate, bene o male, da tempo, vanno a riempire “un vuoto” dell’azienda in due diversi settori, OpenSocial infatti si presenta come un unico aggregatore per la gestione di tutti i dati delle piattaforme di social networking, un solido set di API che consente di scrivere codice “comune” per tutti i più famosi social network.

Android invece è la risposta a quel gPhone che tutti acclamavano in rete e che in realtà rappresenta un ingresso di Google nel mercato tramite una seconda via, non quella di un dispositivo, ma quella di un software, anche questa volta open, che riesca a fornire una completa piattaforma su cui sviluppare tutto quanto riesce a fare un moderno telefonino. Anche questa volta, come dicevo, un prodotto open, aperto allo sviluppo di terze parti e basato su kernel Linux, elemento che, almeno teoricamente, fornisce infinite possibilità di utilizzo della piattaforma.

In realtà tutta questa innovazione in casa Mountan View ha poco di “open”, il tutto rimane infatti nelle grandi mani di Google, che si prepara ad allargare il suo dominio delle informazioni non solo sui social network, ma anche sulle comunicazioni mobili.

Ora anche alti grandi gruppi telefonici(hanno aderito al progetto più di 30 nomi) avranno un partner su cui fare affidamento, Google non rifiuta nessuno, ma iniziano a diffondersi i primi dubbi sulla volontà di investire in risorse open da parte dell’azienda, a molti pare ancora una mossa per allargare solo il proprio dominio. I pareri in rete, come riporta Giacomo, non sono tutti favorevoli.

Ora che Google è ufficialmente approdato anche in territorio 2.0, grazie all’avvicinamento ai social network, dobbiamo aspettarci qualche novità anche su questo fronte, un solo set di API può essere l’unico progetto di BigG?

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