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I blog piacciono… al capo forse un po’ meno

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Parliamo sempre di aperture di corporate blog, dell’avvicinamento dell’azienda ai blog e alle tecniche 2.0, ma quando a farlo sono i dipendenti dell’azienda, quali sono le reazioni? Sembra che non siano sempre buone; l’articolo di Punto Informatico parla di un caso significato accaduto in America all’interno della Whole Foods, ma troviamo altri esempi anche guardando a qualche anno fa all’interno di Microsoft.

Parlare della propria azienda può portare seri problemi alla vostra carriera, soprattutto se decidete di mostrare dettagli interni confidenziali o, peggio ancora, parlate male di qualcuno più in alto di voi nella gerarchia aziendale. Singolare il fatto che anche grandi aziende tengano molto al controllo di quanto viene scritto sui blog dei propri dipendenti, segno che questo strumento può davvero influenzare gli utenti e i potenziali consumatori.

Maneiro nel suo post parla però anche di un altro pericolo, più incentrato sul dipendente, tramite il blog infatti potreste ricevere offerte da parte di altre aziende del settore, avviare collaborazione extra-lavorative o fornire consigli “scomodi”, insomma attività che vanno magari ad infastidire il vostro datore di lavoro. Sinceramente le reputo paure poco fondate almeno in quest’ultimo caso, se il dipendente svolge il proprio lavoro, ha tutto il diritto di trattarlo, senza riferimenti, anche in un proprio spazio personale, dove incontrare anche altri del settore.

Il discorso è inerente i blog, ma si può allargare anche ai forum di discussione, dove spesso succede che dipendenti di un’azienda portino il loro aiuto o la loro testimonianza: se non creano danni, penso che il datore di lavoro dovrebbe solo essere fiero di avere personale “interessato” al proprio lavoro.

Giro la domanda, il vostro capo/la vostra azienda sa che avete un blog?

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