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Zopa in partenza: come avvicinare gli “utonti” al prestito web 2.0?

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Da un mesetto a questa parte sto tenendo sott’occhio Zopa (Zone of Possible Agreement), il servizio di social lending, o anche definito prestito 2.0, prestito P2P, finance 2.0 (così intanto vi segnalo alcune risorse per approfondire l’argomento a cui aggiungo il post della mia omonima Francesca Gugliucci).

Proprio oggi mi è arrivata l’email che preannuncia l’imminente partenza del servizio anche in Italia con accesso ad inviti, come da prassi sempre più comunque nel web, o meglio nel web 2.0. Le prime mail di invito verranno inviate a chi ha espresso nelle preferenze l’interesse a diventare “Prestatore” così da riuscire a creare una base di liquidità tale da soddisfare le iniziali richieste di prestito da parte dei “Richiedenti”.

I primi che avranno il coraggio di lanciarsi in questa iniziativa verranno premiati da Zopa con un trattamento privilegiato:

Riservato ai pionieri di Zopa! Il nostro grazie a voi che costruite Zopa è anche questo: i primi 100 Prestatori che fanno offerte trasferendo almeno 1.000 ? su Zopa non pagheranno a Zopa alcuna commissione. Per sempre.
Chi trasferisce meno di 1.000 ? entro il 31.12.2007 non paga commissioni per tutto il 2008.
I Richiedenti che ottengono un prestito entro il 31.12.2007 non pagano a Zopa la commissione sulla somma erogata.

Ora come ora, sono tentata dal provare, però con una somma esigua, tipo 100 euro, giusto per vedere cosa succede e come funziona questo nuovo modo di gestire un settore fortemente critico in Italia come quello dei prestiti.

In generale credo che il lancio di questa iniziativa nel nostro Paese (in UK è presente dal 2005), sia rischiosa ma con ottime potenzialità perchè combina appunto due elementi diciamo un tantino “ostici” in Italia ma allo stesso tempo in grado di generare molto interesse e molta “partecipazione”: il web 2.0 e il prestito personale.

Sul secondo punto è inutile dilungarsi, per quanto riguarda il primo già in passato ho chiesto proprio in questo blog un’opinione sullo spirito “web 2.0” degli italiani (anche se si trattava di un tema completamente diverso da questo).

Secondo voi Zopa in Italia avrà successo? Se sì e se no spiegatemi il perchè. Cerco di dettagliare ulteriormente la mia domanda: i cosiddetti “utonti”, ossia utenti non esperti, secondo voi si avvicineranno a questa iniziativa? Tra me e me pensavo infatti che ci sono sicuramente tante persone che potrebbero aver bisogno di un servizio di questo genere ma che magari pur venendone a conoscenza grazie ad un’abile attività di pr/promotion/visibility online decidano di non approfondirne la conoscenza a causa di una “naturale” ostilità verso ciò che non è tangibile, ossia il web, soprattutto quando si parla di soldi.

Cosa dovrebbe fare a questo proposito Zopa per assicurarsi un ampio ventaglio di Prestatori e Richiedenti? Immagino che la loro intenzione, che condivido, sia quella di coinvolgere quanti più utenti diciamo esperti possibile in modo che possano essere dei “trend-setter” nei confronti di quelli meno (ehm) ferrati con le logiche del web 2.0. E dopo?

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