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Yahoo risarcirà i dissidenti cinesi

Dopo aver ammesso le proprie colpe, Yahoo si è ora impegnata a risarcire le famiglie dei dissidenti cinesi che contribuì a imprigionare, fornendo informazioni riservate alle autorità di Pechino. La pressione del Congresso si è fatta sentire

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A una settimana dall’audizione davanti alla commissione del Congresso degli Stati Uniti, i vertici di Yahoo hanno deciso di stanziare un risarcimento per il giornalista cinese Shi Tao e il suo connazionale Wang Xiaoning, entrambi condannati a dieci anni di carcere dal governo cinese grazie alle informazioni fornite dalla web company. Yahoo non ha ancora comunicato ufficialmente l’importo che verrà messo a disposizione delle due famiglie, incontrate nei giorni scorsi da un gruppo di legali della società. La decisione presa da Jerry Yang, amministratore delegato e cofondatore di Yahoo, dimostra la chiara volontà di assecondare le richieste espresse dalla Commissione per gli affari esteri del Congresso USA, dimostratasi molto dura nei confronti dell’intricata vicenda.

Stretta dalla necessità di rilanciare la propria immagine, sottraendosi alle numerose critiche degli ultimi mesi, Yahoo stanzierà un apposito fondo per fornire aiuto umanitario e legale alle persone imprigionate per aver liberamente espresso la propria opinione online. Una vera e propria rivoluzione copernicana rispetto alla prima linea difensiva tenuta da Yahoo nello scorso febbraio.

Il deputato Tom Lantos, presidente della commissione del Congresso che si è occupata del caso, ha dimostrato soddisfazione per la nuova linea tenuta da Yahoo, pur precisando che «è stata necessaria una vera e propria ramanzina da parte del Congresso prima che questi giganti dell’alta tecnologia decidessero di fare la cosa giusta fornendo concretamente assistenza alla famiglia di un giornalista che Yahoo ha contribuito a imprigionare. Che vergogna». Dimostrata l’evidenza di quanto accaduto in Cina, l’onorevole Lantos non è mai stato molto tenero nei confronti del passato atteggiamento di Yahoo. Shi Tao fu imprigionato dal governo cinese dopo aver inviato un messaggio email da un account Yahoo a una fondazione per i diritti umani statunitense. Wang Xiaoning fu invece arrestato e condannato al carcere per aver sottolineato la necessità di maggiore democrazia in Cina su un forum gestito da Yahoo. I due “dissidenti” devono scontare dieci anni di carcere, e difficilmente una pressione di Yahoo sulle autorità cinesi potrà portare a uno sconto della pena.

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