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VoIP sul residenziale: questioni di sicurezza?!

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Recentemente mi sono imbattuto in una serie di articoli, sul web e sulla carta stampata, che svisceravano numeri e previsioni sulla crescita del mercato residenziale per la tecnologia VoIP (si parlava di 300 milioni di utenti per il 2012).
Al di là dell’attendibilità delle stime e dei progressi che ci attendono da qui a 5 anni, la domanda ricorrente alla base di queste considerazioni è quanto matura risulta essere questa tecnologia, per essere proposta fin d’ora con successo in un mercato così eterogeneo e articolato come quello residenziale.
Se da punto di vista tecnico e commerciale le risposte a questo interrogativo sono positive, probabilmente lo stesso non si può dire per il discorso relativo alla sicurezza.
Questo perchè l’accesso alla tecnologia per questo tipo di mercato avviene nella maggior parte dei casi passando per Internet e perchè non c’è ancora una “confidenza” diffusa con il VoIP, per mettersi al riparo dalle insidie che si celano dentro la grande rete.

Come suggerito da Sachin Joglekar in un suo articolo pubblicato qualche tempo fa e che solo ora è balzato alla mia attenzione, sono tre le domande da porsi per farsi un idea su quello che può essere il livello di sicurezza della tecnologia VoIP applicata ad un mercato residenziale:

  • Possiamo essere certi che il nostro caller ID (identificativo chiamante) non possa essere usato da altri?
  • Possiamo essere certi che le nostre comunicazioni non vengano ascoltate da terze parti?
  • Possiamo essere certi che i dispostivi o gli adattatori utilizzati per il VoIP siano privi di bug?

Allo stato dell’arte le risposte a questi interrogativi sono ancora ad un livello parziale: molto dipende, come detto, dalle modalità di accesso al servizio e dalle soluzioni implementate dai provider.
Nel VoIP non c’è una linea fisica che identifica il chiamante: esistono tuttavia meccanismi di Accounting molto affidabili. Anche se poco diffusi, ci sono protocolli per rendere le comunicazioni sicure attraverso la criptazione dei dati. Molti terminali hardware o software dispongono di livelli di sicurezza ottimali (certificati!).
In definitiva, la tecnologia sa offrire risposte alla domande in termini di sicurezza.
Resta probabilmente da interrogarsi su quale grado di “conoscenza” c’è in una clientela residenziale su questioni come il funzionamento e/o l’utilizzo di questa tecnologia.
La consapevolezza nell’utilizzo è infatti un fattore chiave per l’accesso sicuro alle tecnologie dell’era web 2.0

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