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Samsung sotto accusa, fondi neri nel mirino

Un ex dirigente del settore legale di Samsung ha lanciato all'interno di una conferenza stampa televisiva nuove accuse contro la società, colpevole, a suo avviso, di aver utilizzato le proprie aziende per creare fondi neri per 216 milioni di dollari

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Kim Yong-chul, ex dirigente del settore legale di Samsung, torna a far parlare di sè lanciando nuove accuse contro la società coreana, colpevole a suo avviso di aver «creato fondi neri su grande scala», per un totale di 216 milioni di dollari. Samsung non è risultata al momento disponibile per un commento, seppure sia lecito aspettarsi un comportamento analogo a quanto accaduto in relazione alle precedenti dichiarazioni di Kim (il quale aveva recentemente lanciato un allarme sulla corruzione all’interno della società), respingendo appieno ogni accusa.

Le parole di Kim trovano il loro fondamento su alcuni documenti riservati, i quali riportavano complessi accordi tra le affiliate, al fine di convogliare un elevata quantità di soldi all’interno di un fondo illegale; una parte dei soldi sarebbe stata utilizzata per l’acquisto di opere d’arte, mentre un’altra parte avrebbe avuto un utilizzo non ben precisato.

Tale somma di denaro si aggiungerebbe quindi a quanto sarebbe in precedenza stato utilizzato per corrompere gli organi che avevano promosso una azione legale nei confronti di Samsung. Kim aveva infatti già accusato Samsung di «aver organizzato una campagna per raccogliere fondi neri al fine di pagare chi aveva promosso l’azione legale, i giudici e coloro i quali fanno le leggi». Il parlamento del Sud Corea aveva quindi votato per istituire un consiglio indipendente per investigare sul gruppo Samsung in relazione ad alcuni pagamenti poco ortodossi effettuati nel corso della campagna elettorale 2002, tra cui un “regalo” fatto al presidente del Sud Corea Roh Moo-hyun, il quale è stato successivamente eletto (e che a quanto pare sarebbe stato particolarmente vicino alla causa Samsung).

Samsung non è nuova a questo tipo di scandali: in settembre due dirigenti della società sono stati arrestati in Thailandia per aver frodato due differenti fornitori, per un totale di 19 milioni di dollari, mentre nel 2005 il Dipartimento di Giustizia americano ha obbligato la società coreana e la sussidiaria US Samsung Semiconductor a pagare 300 milioni di dollari per aver agito assieme ad altri fornitori di moduli di memoria DRAM allo scopo di mantenere fisso il prezzo di tali componenti.

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