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L’etica dei link (update)

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Vado su Repubblica.it. Leggo una frase. Ho un senso di deja-vu. Apro Webnews e trovo la stessa frase, scritta però varie ore prima (prima, combinazione, di finire indicizzata in ottima posizione su Google News). Ci sono alcune caratteristiche inequivocabili in quell’articolo, ci sono alcune maiuscole ed una particolare punteggiatura, ci sono traduzioni prese pari pari e dati ricavati. Il tutto, sì, mimetizzato sapientemente tra frasi arricchite e periodi allungati, ma il copia/incolla è evidente comunque. E il copia è qua, mentre l’incolla è là.

Scorro così il testo, ma non vedo link alcuno. Ho letto Repubblica.it perchè so essere il riferimento più importante per l’informazione italiana (italiota?), anche online. Vedo che hanno preso da Webnews le loro informazioni, e la cosa fa inorgoglire per mezzo secondo. Poi però scorro gli occhi e non vedo link alcuno. Di nuovo! Verifico e verifico ancora, ma nulla. Non è l’unica volta che la cosa succede. E non solo con Webnews. E sì, è successo di nuovo.

L’etica non si compra, né la si inventa.

Caro Vittorio Zucconi, noi quando prenderemo spunto da Repubblica.it continueremo a linkare la nostra fonte come credito e come ringraziamento. E vedo che molti piccoli editori fanno così regolarmente. Non ci sono santi né vergini, ma c’è comunque tanta gente di buona fede in giro.

Speriamo che un domani anche Repubblica.it possa fare altrettanto. Perchè ci bastava, in questo come in altri casi, un link. Un semplice, gratuito, link. Solo per non sentirsi… si, insomma… un tantino presi in giro.

Update
Il lavoro certosino di Emanuele merita una segnalazione. Qui il suo pezzo, qui il pezzo di Repubblica.it. I colori aiutano il confronto.

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