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Istruzioni per distruggere Blogbabel

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Semplice: mettete in palio un premio succulento che sarà sorteggiato tra quanti linkeranno un dato post sul vostro blog usando una determinata parola (che poi è il premio: e così diamo una bombardatina anche a Google).

Dato il furioso successo della sullinkata ricetta di “marketing aggressivo” attuata da un rampante ed ennesimo blogguccio dedicato al mondo Apple – seimilasettecentesimo in classifica Blogbabel fino a un mese fa, e i cui post è grassa se raccattano un paio di commenti – si può prevedere un radioso futuro per questo nuovo arricchimento che il fantastico mondo del marketing conversazionale sta apportando alla blogosfera.

Cara Blogbabel, si preannunciano tempi duri: o per la già disastrata significanza delle tue classifiche algoritmiche, o per i tuoi editors e il superlavoro “a manazza” che li attende.

Per parte mia, assisto affascinato a questa passionale e pavloviana calca stile saldi, alla grande capacità di attivismo e mobilitazione della blogosfera che solo i gadget sanno innescare, a questa conquista, passo dopo passo, di una nuova tecnologizzata incoscienza tecnologica, a questa costruzione, link dopo link, di un nuovo, avveniristico spazio sociale.

Uno spazio moralmente ingenuo, incorrotto, primigenio, dove le merci, apparentemente slegate da ogni affanno di profitto, ci parlano con la voce dell’amico (Hypocrite lecteur, ?mon semblable, ?mon frère!, per dirla con Baudelaire. Il lettore, ovviamente, è mp3), dove la gioia e la collaborazione in nome del merchandising producono un sentimento di integrazione e uguaglianza, dove le Grandi Marche, come tiepidi soli benigni e a portata di mano, irradiano il calore della socialità e della condivisione.
Uno spazio dove, in definitiva, (ci) consumeremo felici e senza pensieri.
Lo spazio dove brilla il cell dell’avvenir.

(Sì sì, è della serie buzz frankensteiniani e viralità in provetta)

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