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La tastiera dell’OLPC infrange un brevetto

Lagos Analysis Corporation ha intentato una causa contro l'associazione One Laptop Per Child. L'accusa verte sull'utilizzo non autorizzato della Multilingual Keyboard Technology Invention di proprietà della corporazione all'interno del laptop XO

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Nuove nuvole all’orizzonte per il laptop XO progettato dalla fondazione One Laptop Per Child: Lagos Analysis Corporation, una compagnia con base negli Stati Uniti e di proprietà nigeriana, ha annunciato assieme alla sussidiaria in Nigeria LANCOR Management Limited di aver esposto una denuncia contro Nicholas Negroponte, fondatore dell’OLPC. L’accusa è di aver infranto il brevetto RD8489 relativo ad un modello particolare di tastiera in grado di riprodurre la punteggiatura di molti paesi del mondo e registrato presso LANCOR, nonchè di aver effettuato in maniera illegale il reverse engineering del codice relativo ai driver della tastiera in questione per adattarli all’utilizzo con l’XO. La compagnia nigeriana ha richiesto un risarcimento danni e una ingiunzione permanente per evitare che l’OLPC contini a produrre e vendere illegalmente il laptop XO e ogni altro prodotto che infanga il brevetto RD8489 o che utilizzi i driver per la tastiera incriminati.

La Nigeria fa parte della cerchia di paesi in via di sviluppo scelti per testare il laptop XO, i quali sono stati distribuiti ad alcune scuole del territorio. Per venire incontro alle popolazione nigeriana, la cui lingua include una punteggiatura inusuale, Lagos Analysis Corporation ha sviluppato la Konyin Multilingual Keyboard, la quale utilizza quattro tasti Shift anzichè i due tradizionali, permettendo così di generare accenti, tilde, umlaut e altri simboli.

Ade Oyegbola, fondatore e chief executive di Lagos Analysis Corp, ha accusato Negroponte di aver acquistato nell’agosto del 2006 due tastiere di tipo Konyin allo scopo di effettuare il reverse engineering del codice relativo ai driver della tastiera e di utilizzarlo per il laptop XO. «Ho visto un documento che mostra una tastiera con un layout praticamente identico al nostro», ha dichiarato Oyegbola una volta visitato il sito della fondazione, affermando inoltre: «non hanno cercato di nascondere nulla. Hanno copiato tutto in maniera testuale». «L’infrazione della proprietà intellettuale del nostro cliente è evidente e spudorata», ha affermato Solicitor Ade Adedeji, «non avremo problemi nel portare avanti il caso del nostro cliente contro OLPC in qualsiasi tribunale».

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