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Device mobili e fotocamere a risoluzione elevata

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Da qualche anno a questa parte, parallelamente alle fotocamere digitali, è iniziata una rincorsa avente l’obiettivo di proporre telefonini, smartphone e palmari con ottiche sempre più sofisticate.

Esse si basano tradizionalmente sulla tecnologia Complementary MOS (CMOS), che offre prestazioni di minor livello rispetto a quella Charge Coupled Device (CCD), ma a costi inferiori.

Questo consente di realizzare fotocamere che non incidano eccessivamente sui costi di produzione di un dispositivo mobile, indipendentemente dalla fascia di mercato di appartenenza.

Del resto, le esigenze multimediali degli utenti sono sempre più esigenti ed il conseguente impegno delle principali case madri nello sviluppo di sensori sempre più performanti è inevitabile.

Uno dei principali parametri indicatori della qualità di una fotocamera CMOS è la risoluzione. Per consentire scatti sempre più nitidi è quindi ovvio che ci sia una continua spinta verso un suo incremento.

In tale contesto, Samsung ha di recente presentato un nuovo sensore da 8 megapixel, che ha la peculiarità di mantenere le dimensioni di quelli da 3 megapixel, pari a circa 10,5×11,5×9,4 millimetri. Ciò consente quindi l’integrazione negli apparecchi senza dover variare il dimensionamento complessivo.

In ogni caso, si tratterà di verificare le prestazioni di questi nuovi sensori, soprattutto in condizioni di scarsa luminosità, anche se l’ausilio dei mini flash integrati consente di migliorare in modo sensibile la qualità di scatti e riprese.

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