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Rutelli vs Stanca, faccia a faccia su Italia.it

Davanti alla X Commissione del Senato ha preso luogo un intenso faccia a faccia tra Francesco Rutelli e Lucio Stanca in tema Italia.it. L'ex-ministro difende il suo operato e attacca il nuovo corso. Rutelli colpevolizza il passato e guarda ora all'ENIT

Lo scontro/scaricabarile che si sta sviluppando in tema Italia.it (il portale di cui le parti in causa si sono prima vantate per poi scaricarlo quando le evidenze sono arrivate sui media di tutto il paese) ha vissuto una nuova puntata nelle aule del Senato dove il Ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli si è trovato a rispondere davanti alla X Commissione Industria, commercio, turismo di cui uno dei componenti è l’ex-Ministro per l’Innovazione Lucio Stanca. Il botta e risposta a distanza è stato serrato, ne è uscito un qualcosa di propositivo ma, soprattutto, è finalmente scaturita una prima cifra di quelle che da tempo vengono richieste a gran voce da associazioni alle quali i documenti contabili del progetto sono stati finora sempre negati.

Le parole di Rutelli sono registrate nel riassunto offerto direttamente dal Senato, nonchè nella riproduzione audio integrale disponibile sul sito di Radio Radicale. Il ministro porta le mani avanti ed «evidenzia innanzitutto come il vice presidente, con la delega al turismo, non abbia una competenza amministrativa specifica per la gestione di questa iniziativa. Infatti, tale competenza spetta al Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione. Tuttavia, in qualità di responsabile per il turismo si è fatto carico delle sollecitazioni che arrivavano al riguardo». Segue la disamina dei costi storici del progetto: «di tale stanziamento iniziale, 25 milioni di euro sono stati destinati alle Regioni per sviluppare i propri contenuti digitali da mettere a disposizione nei propri portali e in quello nazionale, mentre i rimanenti 20 milioni di euro alla gestione tecnica e redazionale del sito fino alla fine del 2007, oltre alla sua promozione e pubblicità. Successivamente è stata svolta una gara con assegnazione del progetto ad un gruppo di imprese. Tuttavia, tali imprese non hanno rispettato le scadenze che erano state loro imposte. Il 22 febbraio 2007 è stato pubblicata su Internet una versione sperimentale del Portale “Italia.it”. Al momento il Portale non aveva raggiunto livelli qualitativi adeguati, tuttavia si ritenne che una sua pubblicazione avrebbe potuto responsabilizzare gli operatori e di conseguenza accelerare la risoluzione dei problemi alla base dei ritardi. Il Ministro per l’innovazione e le tecnologie ha istituito una Commissione di indagine per far luce sulle criticità che hanno accompagnato la realizzazione di tale Portale. Sulla base delle conclusioni della Commissione di indagine, l’Avvocatura generale dello Stato ha ipotizzato un’azione di responsabilità per danno erariale nei confronti della concessionaria e dei funzionari del Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie. Il vice presidente del Consiglio ha quindi deciso di trasmettere gli atti alla Procura Generale della Corte dei conti, giudice competente sulla materia. Evidenzia inoltre che i ritardi suddetti sono da addebitarsi anche alla complessità del coordinamento delle regioni e a responsabilità di alcune regioni».

Rutelli fa un passo oltre e lascia intendere come il progetto non sia destinato ad essere affossato, anzi: si suggerisce l’ENIT come membro preposto per proseguire con i lavori. La Stampa, inoltre, raccoglie una dichiarazione specifica relativa a quanto è stato finora versato dalle casse dello stato: «i denari spesi finora sono pochissimi [...] era stato speso si e no un milione».

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  • http://www.mfweb.it fmortara

    Italia.it è un sito veramente indegno di rappresentare un paese come l’Italia che può vantare belle uniche al mondo in ogni settore, dalla storia alla bellezza dei paesaggi, dalla cultura all’alimentazione sana (a detta di celebri cuochi internazionali è il posto dove si mangia meglio).
    Quel sito può al limite rappresentare chi lo ha progettato, realizzato e commissionato.

    Detto questo mi preme però sottolineare che non è esatto dire che il sito è costato 45 mil. come spesso si succede, per un motivo molto semplice, NON E’ VERO!
    I 45 milioni comprendono, i soldi dati alle regioni (25 mil.) per l’inserimento dei contenuti e i soldi stanziati per il mantenimento redazionale del sito, cioè per l’aggiornamento dei contenuti e per la struttura tecnica.

    Io non conosco con quale criterio siano stati decisi gli stanzamenti, ma sono certo che il sito, inteso come progettazione e realizzazione dello stesso, non è costato 45 mil. come si è detto.

    Adesso possiamo discutere sulle caratteristiche tecniche del sito, e su come sia stata assegnata la gara per la realizzazione del progetto…. per non parlare del logo! O_o

  • Luca Carlucci

    Francesco, perdona, ma sennò non ci capiamo: un portale del turismo è un oggetto comunicativo complesso. E’ un sito composto a un contenitore, dei contenuti, e delle attività di promozione del sito stesso.

    Tutte queste cose sono elementi imprescindibili del sito, non sono altro da sé. Dire che i soldi allocati per i contenuti di italia.it non sono soldi per italia.it è un nonsense.

    Ora, il budget complessivo allocato per il sito italia.it (contenitore, contenuti e sua promozione) è di 58,1 milioni di euro (la fonte, che conferma cifra per cifra, è il governo)

    La cifra già destinata a voci di spesa – destinata non significa erogata, eh – è di 36 milioni. La cifra effettivamente spesa, al centesimo, permane un mistero: questo perché in questi 10 mesi nessuno al governo s’è scomodato a produrre un bel conticino cartaceo della spesa puntuale e incontrovertibile che relazionasse sullo stato delle cose. Io a questo punto sospetto che, con esattezza, non lo sappiano nemmeno loro.

  • http://www.mfweb.it fmortara

    Capisco, e sono anche d’accordo con te, ma facevo notare che, nel web, spesso si è parlato dei soldi spesi per il sito con argomentazioni che alla fine convergevano su un unico punto: “Con 100.000 euro (o con x, comunque molto meno di quanto speso) io lo facevo meglio” !
    Ora, se questo può anche essere vero per la parte di programmazione del gestore dei contenuti, non può esserlo per la parte che riguarda l’infrastruttura tecnica, che avrà delle caratteristiche particolari, e per la parte di realizzazione dei contenuti, tipo gli stipendi delle persone preposte ad inserirli, a tenerli aggiornati, ecc..

    Ecco, questo era il senso del mio commento, e ripeto, poi possiamo discutere di come la gara sia stata assegnata.