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CSI, 8a stagione: “Non è stato il cellulare”

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I meccanismi dell’informazione a volte sono davvero misteriosi.

La notizia giunge dalla Corea: un uomo è morto per l’esplosione del cellulare nel suo taschino. La caccia al marchio porta subito a LG e le foto della camicia della sfortunata vittima fanno il giro del mondo. L’esplosione gli avrebbe compresso il cuore, anche se ancora mancano le conferme delle analisi scientifiche.

Gil Grissom arriva sulla scena del crimine, indossa i guanti e si appresta ad analizzare i residui del cellulare. Sfila i residui dal taschino. Sara Sidle nota le bruciature, la batteria fusa e non ha dubbi: “Mi sembra chiaro che questo ragazzo sia stato davvero sfortunato”. Ma Grissom la pensa diversamente: “Lui è stato sfortunato, ma qualcuno sta mentendo”.

Sigla

La nuova e definitiva verità giunge da un comunicato LG. L’uomo non sarebbe stato ucciso dalla batteria del suo cellulare, ma da una trivellatrice da 15 tonnellate manovrata erroneamente da un collega che poi ha tentato di mascherare le proprie colpe. Non un telefonino, dunque, ma 15 tonnellate d’acciaio. In teoria la differenza dovrebbe notarsi abbastanza bene.

La nuova verità è venuta a galla, ma la trama creatasi sulle agenzie di stampa attorno alla morte di questo povero ragazzo è ottima per l’ottava serie di CSI. Perchè è sicuramente più degna di una fiction che non della realtà.

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