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L’UE vuole aprire lo spettro a 900 Mhz al 3G

Con una proposta in via di approvazione si potrebbe aprire lo spettro precedentemente destinato al GSM anche ai servizi di terza generazione, cosa che aumenterebbe del 40% la copertura e ridurrebbe del 40% i costi

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Giornate importanti per l’Unione Europea, chiamata a decidere su temi fondamentali per il mondo delle telecomunicazioni europee. Sono state infatti votate e approvate nella giornata di ieri una normativa per l’apertura dello spettro 2G ai servizi 3G e una sullo standard per la trasmissione di mobile TV. Ora entrambe aspettano l’approvazione del parlamento europeo.

Ad essere coinvolti nel processo decisionale sono i 27 paesi membri che hanno fatto corpo unico sulla proposta partita a settembre di consentire l’utilizzo dello spettro originariamente destinato alla telefonia GSM (quello tra i 900 e i 1800 Mhz) per la trasmissione di servizi di terza generazione. Un simile spostamento renderà molto più semplice la fornitura dei servizi ma soprattutto aumenterà la copertura del 40% e ridurrà di un altro 40% i costi per gli operatori. Quello che si immagina è che una simile riduzione dei costi per gli operatori facilmente si tradurrà in una riduzione dei costi dei servizi per i consumatori.

Una simile decisione inoltre si stima potrebbe portare a 300 milioni gli utenti di servizi 3G in Europa, Asia e Africa entro il 2012.

L’altro punto cruciale sul quale la commissione si è dovuta pronunciare è poi stato quello dello standard di veicolazione del video per telefoni cellulari, e alla fine l’ha spuntata, come era prevedibile, lo standard supportato da Nokia e da Vivianne Reding, il commissario dell’unione per l’Information Society & Media, ovvero il DVB-H. Proprio il commissario ha dichiarato che «più sono i membri dell’unione che collaboreranno attivamente, prima l’Europa riuscirà a raggiungere la massa critica che le consentirebbe di diventare un leader mondiale nel mondo della mobile TV».

Date le battaglie sostenute per far emergere lo standard in questione, alla decisione si è accompagnata anche un direttiva precisa: «Tutti gli stati membri devono dare il loro appoggio e incoraggiare l’uso del DVB-H per il lancio di servizi di mobile TV, cercando di evitare per quanto possibile la frammentazione del mercato e agevolando le economie di scala per servizi e strumenti economicamente convenienti»

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