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L’esperimento Dell su Linux

Finora Dell ha venduto 40.000 computer con Ubuntu Linux preinstallato. Secondo alcuni si tratta di un parziale fallimento dell'iniziativa, anche se la quantità di macchine Linux vendute è doppia rispetto alle previsioni iniziali

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Dall’inizio della commercializzazione i desktop e i notebook Dell equipaggiati con Ubuntu Linux invece che con Windows sono stati quasi 40.000. Secondo un articolo
apparso su The Register si tratterebbe di un numero sotto le aspettative. Infatti l’iniziativa di Dell era nata praticamente a furor di popolo, quando sul suo IdeaStorm, un sito su cui Dell che raccoglie consigli e proposte dei clienti, c’erano stati ben 130.000 voti a favore di Linux come sistema preinstallato. David Lord, uno dei portavoce ufficiali della società,
ha dichiarato che Dell non intende commentare le cifre, ma che ritiene sia un successo l’adozione di Linux soprattutto perchè si tratta di qualcosa richiesto direttamente dagli utenti.

Proprio gli utenti, però, lamentano difficoltà nell’ottenere un computer Dell con Linux preinstallato. L’ostacolo più grosso è la disponibilità di tali macchine solo in Germania, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti. La maggior parte dei paesi, tra cui l’Italia, ne sono esclusi. Inoltre Linux non è un’opzione visibile durante la normale procedura di configurazione del computer, e bisogna visitare un’apposita pagina dello store su cui, tra l’altro, è possibile scegliere solo tra un numero ristretto di modelli. Infine la differenza di prezzo tra una macchina equipaggiata con Windows rispetto alla stessa con Linux, non supera i 50-60 euro e per molti rappresenta un incentivo economico non sufficiente.

Dell è sempre stata cosciente che la percentuale di macchine Linux vendute sarebbe stata ben al di sotto dell’1% e, secondo quanto ebbe a dichiarare un dipendente Dell, che il totale si sarebbe attestato intorno alle
20.000 unità all’anno. Una cifra irrisoria se paragonata ai 10 milioni di computer venduti ogni anno, ma che non ha fermato Dell dal proporre comunque l’offerta.

Se si va a controllare quanto accaduto in passato, si scopre che Dell non è nuova ad iniziative come questa. Già
nel 2000 lo stesso Michael Dell aveva dichiarato che l’unica cosa che sarebbe cresciuta più di Linux sarebbero state le macchine Dell con Linux preinstallato, e aveva annunciato l’imminente disponibilità di RedHat preinstallato su tutti la linea di computer desktop e server. La cosa non durò che qualche mese in seguito alle pressioni di Microsoft. Dell ci riprovò, questa volta solo in Europa, nel 2004 proponendo due modelli con Linspire 4.5, la distribuzione di Michael Robertson già fondatore di Mp3.com. In questo caso non si ebbe un ritiro dell’offerta che, comunque, non fu rinnovata e cadde nel dimenticatoio, tanto che ancora adesso è possibile accedere alle relative pagine del rivenditore italiano. Per quanto riguarda l’attuale accoppiata con Ubuntu, un mese fa si ebbe un falso allarme riguardo un possibile ritiro dell’offerta dal mercato britannico.

Resta invece confermata, almeno per ora, la disponibilità della sola versione 7.04 di Ubuntu: a causa di alcuni problemi di compatibilità hardware Dell ha preferito non preinstallare la nuova Gutsy Gibbon. Nel frattempo è stato aperto un wiki su cui sono presenti alcuni consigli per chi volesse procedere autonomamente all’aggiornamento del sistema dalla versione 7.04 alla 7.10, consigli che sono il risultato degli sforzi in tal senso degli
stessi ingegneri Dell. Tuttavia, considerando che Ubuntu ha un ciclo di rilascio di soli sei mesi, non è da escludere che Dell possa ritardare l’aggiornamento del software fino alla prossima versione della distribuzione sudafricana che verrà presentata ad Aprile e che sarà supportata per tre anni, contro i diciotto mesi della release attuale.

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