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Moodle: un CMS “accademico” in pieno stile 2.0

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Ho già riassunto in maniera molto breve i temi trattati nel Social Media Lab di settimana scorsa, evento al quale ho partecipato e che si è svolto presso l’università IULM di Milano.

Ebbene ho deciso di dedicare ancora un paio di post di approfondimento all’argomento relativamente a quanto ho sentito e visto al convegno.

In questa sede vorrei segnalare l’intervento di Mario Pireddu relativamente alla piattaforma Moodle.

Cos’è Moodle? È la sigla di un CMS (Course Management System) gratuito e Open Source che sta per Modular Object-Oriented Dynamic Learning Environment.

Come suggerisce il nome si tratta di un programma pensato appositamente per didattiche di e-learning e contesti formativi.

Le didattiche di insegnamento di Moodle sono basate su un approccio di tipo costruttivo che nelle parole di Wilson si esplicita in questo modo:

L’ambiente d’apprendimento costruttivista è un posto in cui gli studenti possono lavorare insieme ed aiutarsi a vicenda per imparare ad usare una molteplicità di strumenti e risorse informative nel comune perseguimento di obiettivi d’apprendimento e di attività di problem solving

In breve: gli studenti giungono insieme alla costruzione di significati che siano condivisi e creati in maniera condivisa, in questo modo l’apprendimento ne esce sensibilmente rafforzato e potenziato. La classe viene trasformata in una community virtuale di apprendimento.

Si tratta di principi psicologici che non approfondisco per mancanza di tempo e spazio che comunque sono disponibili anche nella sezione “Our Philosophy” di Moodle.

Penso che l’iniziativa e il progetto (che esistono già da qualche anno) siano assolutamente interessanti e che possano rappresentare un nuovo modo di intendere l’interazione tra apprendimento e multimedialità, dove lo studente è invogliato alla collaborazione attraverso l’uso di Internet e dei nuovi sistemi di comunicazione.

Il problema è che spesso iniziative di questo genere vengono bocciate ancora prima che di visionare la proposta perché spesso si è troppo prevenuti nei confronti di applicazioni simili.

C’è anche chi ha provato a traslare Moodle su Second Life, dando vita ad un progetto interessante.

Voi cosa ne pensate? Un approccio di insegnamento di questo tipo come lo vedreste? Secondo voi cosa è necessario perché progetti di questo tipo ottengano la giusta dimensione che spetta loro?

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