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CV, per metà di coloro che cercano lavoro, è “porta a porta” nella rete

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Sarà disponibile in questi giorni la versione integrale dello studio “Best 100, le aziende preferite nelle quali lavorare – anno 2007“, a cura di Fabio Ricceri.

Dall’indagine in questione, che si è interrogata, tra l’altro, su quali fossero le modalità di ricerca del lavoro da parte dei nostri connazionali, è emerso che il 50,8% degli italiani (tra studenti, neolaureati e professionisti) in cerca di occupazione si rivolge alla sezione “Lavora con noi” dei siti web aziendali, per depositare nella casella di posta elettronica la propria candidatura.

Vediamo, ad esempio, come questo spazio di mercato del personale viene gestito da alcune imprese IT, attraverso i loro siti Internet.

Lavorare in IBM” lascia possibilità di scelta differenti ai neolaureati (che possono solo inserire nella mail il proprio CV) ed ai professionisti che invece possono candidarsi ad una posizione specifica da occupare all’interno dell’azienda. Ciò che assicurano dai vertici è un’alta flessibilità interna, almeno per chi occupa (o si auspica di occupare) un ruolo nell’Area Business.

Per altro, per lavorare in IBM, è possibile candidarsi solo online, perché, spiegano, “in IBM questo ‘ethos’ (n.d.a.: della rete) pervade tutti i processi, end-to-end, dal client delivery alle risorse umane.” Nulla da eccepire, la coerenza è apprezzabile.

Il tratto distintivo di alcune aziende (non tutte) è la spietata onestà con cui comunicano che non ci sono posti disponibili. È il caso di Intel, che nella divisione italiana è presente nei settori: vendite e marketing. Se cerchiamo un posto di lavoro qua, digitandone la richiesta nell’apposito spazio web, compare la seguente scritta:

Sorry, there are currently no position available. Please, try another search.

Non sarà un messaggio incoraggiante ma ci sembra meno illusorio della scelta di Axway, che invece si dichiara un’azienda “sempre in cerca di persone capaci, creative fortemente motivate”.

In conclusione, anche la rete può essere usata, al di là dei motori di ricerca, per una sorta di “porta a porta” tra le aziende. Anziché girare a piedi con una cartellina sotto il braccio, chi cerca lavoro lo fa ormai inviando in rete il proprio CV digitale. E attende su un monitor, anziché sentirselo pronunciare di persona, il classico “Le faremo sapere”.

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