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In 48 per il WiMax, Tiscali per ora ne sta fuori

Il Ministero delle Comunicazioni ha comunicato la lista dei 48 soggetti interessati alle licenze per il WiMax. Vodafone, H3g e Tiscali non parteciperanno all'asta, che metterà in palio le autorizzazioni a una base complessiva di 45 milioni

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Sono 48 i soggetti che hanno dimostrato il proprio interesse al Ministero delle Comunicazioni per la gara di assegnazione delle licenze per il WiMax. Affianco a piccoli operatori e debuttanti, nell’elenco compaiono i grandi della telefonia come Telecom, Wind e Fastweb, che vantano già un mercato molto affermato nel settore della connettività. Tra i nomi noti si rivela l’assenza di altre importanti società impegnate nelle telecomunicazioni in Italia come Vodafone, Tiscali e H3g, che non parteciperanno dunque alla prima fase dell’assegnazione.

La gara per le licenze WiMax inizia il suo percorso, che consentirà a 35 soggetti di operare nel nuovo mercato delle connessioni senza fili ad ampio raggio. Le manifestazioni di interesse rese esplicite al Ministero non sono ancora vincolanti e costituiscono il primo passaggio della fase conoscitiva in vista della futura asta, che metterà in palio le licenze con una base complessiva di 45 milioni di Euro. Le 35 autorizzazioni messe a disposizione dal Ministero delle Comunicazioni verranno divise in due gruppi: nel primo verranno distribuite due licenze per ognuna delle 7 macroaree geografiche stabilite dal dicastero per un totale di 14 autorizzazioni; nel secondo le restanti 21 autorizzazioni verranno distribuite su base regionale alle società che non forniscono servizi basati sulla tecnologia 3G.

Le 48 società che hanno reso esplicito il loro interessamento per la gara sul WiMax hanno ora un mese di tempo per comunicare, al Ministero delle Comunicazioni, l’entità delle loro offerte economiche. Sulla base di queste informazioni, nel corso delle prime settimane del 2008 si svolgerà l’asta per l’attribuzione delle licenze.

Tra i grandi assenti alla gara d’acquisto figura la società Tiscali che, per bocca del proprio amministratore delegato Tommaso Pompei, ha motivato così il proprio disinteresse per l’asta: «La nostra decisione è basta sul fatto che la gara, per tre motivi (la banda assegnata, l’ampiezza della banda stessa e le destinazioni d’uso), non costituisce una vera discontinuità di mercato». Nonostante Tiscali non partecipi all’assegnazione, la web company sarda potrà contare su alcuni accordi commerciali per consentire ai propri utenti di accedere alle reti WiMax. Pompei ha poi motivato il proprio scetticismo sui primi passi di questa nuova tecnologia, che difficilmente porterà a considerevoli ritorni sugli investimenti nel breve periodo: «Nel tempo, gli operatori che hanno fatto domanda si consorzieranno perché, diversamente, credo che sia difficile trovare ritorni adeguati». Le dichiarazioni di Pompei potrebbero far presagire a un ingresso di Tiscali nel WiMax in una seconda fase di espansione e razionalizzazione delle reti senza fili nel nostro Paese.

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