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Il ruolo degli operatori mobili in Italia

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Lo scorso venerdì ho partecipato alla conferenza sul Web Mobile organizzata dal gruppo Netwo. Per chi volesse sapere di cosa abbiamo parlato, può leggerlo qui.

Tra le tante discussioni affrontate, mi è piaciuta molto quella sul ruolo degli operatori mobili in quanto quasi unica alternativa per connettersi ad Internet in mobilità, almeno ad oggi e almeno in Italia. Dibattito che ha poi toccato diversi punti, degni ognuno di profonde riflessioni, dalla net neutrality fino alla creazione dei wallet garden, dall’innovazione tecnologica alla formazione degli utenti, da piani di business al controllo dei mercati.

Mi piaceva però allargare la riflessione anche ai lettori di questo blog, per sentire opinioni diverse e che possano dare una visione d’insieme molto vasta e particolareggiata, sostenuta dalle esperieze e dalle occasioni di vita vissuta proprie di ognuno di noi.

Vi lascio quindi una serie di spunti, vedremo cosa ne uscira’ fuori.

Chi possiede la sim, possiede l’utente: come citato anche da Alessandro nell’ultima slide della sua presentazione, oggi sono davvero gli operatori mobili gli unici in grado di fidelizzare l’utente-cliente? Perchè non sfruttare allora il grande vantaggio derivato dal possedere portali mobili offrendo anche servizi innovativi o sperimentali? Oggi invece sembrano essere presenti solo meteo, suonerie, sezioni a luci rosse e qualche timido tentativo di ponte verso i social network considerati big del settore. E se qualcuno possedesse una buona idea, come potrebbe fare a scalare questo muro di gomma?

La formazione degli utenti: oggi gli operatori mobili rimangono inerti per quanto riguarda la promozione di iniziative volte a formare il cliente nell’utilizzo degli strumenti propri delle nuove tecnologie, ad esempio posta elettronica e i social network. Puntano soprattutto su SMS e MMS da anni, senza essersi mai spinti oltre. Certo, la formazione è un rischioso investimento sul medio-lungo periodo e solo un domani entreranno in cassa i guadagni generati dall’uso di queste novità, quindi poco conveniente nell’immediato. Ma allora a chi dovrebbe essere attribuito questo fondamentale compito?

Trasparenza nelle tariffazioni e nelle opzioni tariffarie: dando per scontato che ci sarebbero infinite cose su cui protestare, ma noi siamo qui per discutere, all’oggi non esiste per l’utente la possibilità di sapere quanto pagherà una determinata prestazione online, come scaricare un allegato di posta, leggersi la pagina di un giornale o caricare un nuovo post sul suo blog. Il caos nelle opzioni tariffarie è tanto, e spesso un’informazione al limite della veridicità padroneggia nelle pubblicità. Quanto questa situazione blocca il reale sviluppo del web mobile?

Bitpipe e billing: perchè gli operatori mobili non si limitano a guadagnare sul quanto generato dalla connessione ad Internet, invece di voler in tutti i modi dominare anche il mercato dei contenuti? Nokia con OVI, iTunes, ma anche tante iniziative simili dovrebbero spronare gli operatori a concentrarsi nella fornitura di un’infrastruttura di connessione sempre più efficiente e con sempre più maggiore copertura, dato che l’Italia è un paese digital-diviso e forse il GPRS può considerarsi il piu’ diffuso e veloce protocollo di comunicazione dati su rete cellulare. E invece quante risorse, e con che ritorni, vengono investiti in contenuti anche di poco conto con il solo pregio di generare un guadagno immediato? Pochi, maledetti e subito!

A voi la palla…

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