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Nielsen traccerà la vita dei contenuti online

In associazione con la società di watermarking Digimarc, la compagnia statunitense nota per le rilevazioni dei dati d'ascolto fornirà un sistema in grado di dare conto ai proprietari di tutta la diffusione (autorizzata e non) dei loro contenuti video

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Uno dei campi in più rapida espansione e che tra poco vedrà una vera esplosione è quello del controllo sulle copie non autorizzate di materiale soggetto a diritto d’autore in giro per la rete, specialmente per quanto riguarda il video. Ora anche la Nielsen ha deciso di entrarci e lo fa in grande stile.

Molto nota negli Stati Uniti per essere la società numero uno nella rilevazione degli ascolti, Nielsen non si è ancora mai misurata con il web, se non per un sistema di rilevazione degli accessi. La decisione di entrare nel campo della prevenzione della copia non autorizzata è arrivata principalmente in considerazione del fatto che per i sopracitati motivi di monitorizzazione dei contenuti (specialmente televisivi) già moltissimi programmi e video incorporano un watermark Nielsen utile alla rilevazione dell’audience. L’obiettivo sarebbe utilizzare il medesimo watermark anche per la protezione e il tracciamento.

A fare il lavoro tecnico sarebbe Digimarc, che appunto è un provider di tecnologie per il watermarking, e che sta mettendo a punto il sistema che si prevede possa essere pronto per la seconda metà del prossimo anno. Anche perchè oltre al 95% dei programmi televisivi che già hanno un watermark Nielsen occorre anche taggare appropriatamente (cioè con una firma digitale impressa sulla colonna audio) anche tutti i programmi che ancora girano attraverso l’etere.

Il sistema prevede che anche i siti poi includano una tecnologia Nielsen che monitora quanto è uploadato, e cerca un watermark. Nel caso non lo trovi lo applica, se invece lo dovesse trovare lo confronta con quelli nel database per stabilire di cosa si tratta e che politica ha deciso di applicare il legittimo proprietario (dalla libera circolazione alla cancellazione immediata).

«Il sistema non deve diventare un poliziotto della rete, ma dare conto ai legittimi proprietari di un contenuto di come, dove e quanto il loro prodotto viene distribuito in rete, per poter magari anche sviluppare rapporti economici con il proprietario del canale o sito che lo distribuisce» così spiega l’obiettivo della strategia Nielsen il vicepresidente del settore business dell’azienda a InformationWeek, chiarendo come a differenza di altri tipi di filtri Nielsen vuole più che altro mettere a punto uno strumento che tracci la vita e la diffusione di un prodotto, anche e soprattutto per aumentarne la monetizzazione.

Se però da una parte l’azienda gode di ottimi e consolidati rapporti con il mondo della televisione e dei media tradizionali, dall’altra si dovrà scontrare con molte altre aziende più radicate in rete che stanno mettendo a punto il loro sistema per il monitoring dei contenuti. Senza contare che molti siti hanno già un sistema simile o lo stanno sviluppando internamente come sta facendo il più grande di tutti, YouTube. L’offerta di Nielsen dunque si fonderà tutta sul fornire già un pacchetto completo.

Non da ultimo, Nielsen si dovrà scontrare con un altro sistema di segno totalmente opposto che sta prendendo piede, cioè quello della distribuzione libera con pubblicità, il modello Hulu per intenderci, che è ideologicamente diverso e prevede una distribuzione assolutamente incontrollata ma fomentata dalla pubblicità già presente nel file.