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Multe più salate contro la pedopornografia

Negli Usa approvata una legge che inasprisce l'attuale normativa riguardo la posizione degli ISP e il transito di immagini pedopornografiche. Triplicate le multe e aggiornata la definizione di ISP per comprendere anche i gestori di reti WiFi

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Adottata oltreoceano una nuova contromisura nella lotta alla pedopornografia in rete: l’attuale legislazione vigente negli Stati Uniti viene aggiornata e inasprita con due nuovi decreti che comprendono ora anche i gestori di reti WiFi e fanno molto discutere i blog.

Sono di fatto triplicate le pene per gli ISP che volontariamente non riportano come dovrebbero la presenza o il transito di immagini pedopornografiche sulle loro reti. Inoltre la definizione stessa di Internet Service Provider nella legge è stata allargata per poter comprendere anche gli operatori WiFi che offrono connessioni libere aperte al pubblico.

Ora il SAFE (Securing Adolescents From Exploitation Online) Act 2007 alza le multe a 150,000 dollari al giorno per ogni immagine non denunciata correttamente, dai 50,000 dollari di prima. Chi si rende colpevole di ripetute violazioni affronterà sanzioni anche di 300,000 dollari per immagine al giorno. Come già previsto dalla legge gli ISP devono denunciare tali immagini al National Center for Missing and Exploited Children, un’organizzazione non profit che lavora gomito a gomito con le forze dell’ordine e che viene finanziata con 40 milioni di dollari l’anno.

Il presidente del National Center, Ernie Allen, ha dichiarato, come riporta eWeek, che il 95% degli ISP già aderisce alla normativa e che «per la prima volta la legge descrive nel dettaglio i molti compiti che il Congresso delega al National Center come principale risorsa nazionale nella lotta allo sfruttamento dei minori».

Nonostante l’apparente bontà della legge ci sono state alcune voci di dissenso in rete di chi teme che una simile legislazione possa porre troppi vincoli agli ISP e finisca per condannarli a multe assicurate. Dall’altra parte si è formato però anche un altro fronte secondo il quale la nuova norma va vista come un giusto complemento a quanto già approvato: la legge non è una necessaria condanna per chi gestisce il WiFi (poichè consente la possibilità di denunciare correttamente la presenza di tali immagini).

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