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Siamo fatti così

Secondo il nuovo rapporto del Censis gli italiani spendono sempre più tempo online. La Rete è diventata uno strumento abituale di informazione a scapito degli old media. E intanto i cellulari insidiano il primato della TV...

Secondo l’istituto di ricerca, il telefonino «è considerato uno strumento d’uso praticamente quotidiano dal 76,9% degli uomini, dal 92,6% dei giovani e dall’81,4% degli utenti con il maggior livello di istruzione. Il 55,9% dei suoi utenti lo impiega solo per le sue funzioni "basic"». Non è dunque un caso se i modelli più evoluti di comunicazione mobile faticano ancora ad affermarsi completamente. La percentuale di italiani che utilizzano videofonini e videochiamate è ancora estremamente bassa, e si attesta intorno al 9% della popolazione. Grazie alla categoria dei professionisti e dei giovani laureati, è invece in sensibile aumento il mercato degli Smartphone. I telefonini intelligenti, che sintetizzano in un unico dispositivo cellulare e palmare, hanno raggiunto un indice di penetrazione pari al 34,9%.

Il 41esimo rapporto del Censis fotografa un paese sempre più vicino alle tecnologie digitali e ai new media. L’aumento sensibile di internauti dimostra come il Web stia diventando progressivamente una fonte di informazioni, svago e connettività sempre più apprezzata dagli italiani. L’85,8% degli utenti dispone ormai di una connessione a banda larga, che consente di fruire di numerosi servizi avanzati offerti dalla rete come la videocomunicazione, l’ottimale gestione dei propri contati sui social network e naturalmente la televisione in streaming e on demand.

Lo sviluppo di tecnologie sempre più "user friendly" e orientate sulle esigenze pratiche degli utenti ha sicuramente favorito la progressiva espansione dell’intero settore dei media e della connettività. L’analisi svolta dal Censis conferma questa interpretazione: «Oggi abbiamo già a disposizione 8 diversi media e ben 20 modalità alternative di accedervi. Vecchi e nuovi media convivono perfettamente nelle scelte delle persone, amplificando ulteriormente gli accessi individuali al mondo dei media». L’accelerazione significativa registrata in questo ultimo anno dimostra come la rivoluzione digitale sia in pieno atto nel nostro paese, ma nonostante le cifre ottimistiche, non cancella ancora i gravi problemi legati al digital divide che affliggono il nostro Paese.

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  • Piero

    >> La Rete è diventata uno strumento abituale di informazione a scapito
    >> degli old media.

    e poi sotto…

    >> Il 92,1% della popolazione dichiara, infatti, di fare un uso costante e >> assiduo del mezzo televisivo. Segue poi la radio, utilizzata con
    >> frequenza da più della metà degli italiani, che la ritengono un ottimo >> mezzo di intrattenimento e un valido strumento per ottenere notizie in >> maniera semplice e immediata, specie per le fasce di pubblico più
    >> avanti con l’età. Seguono i quotidiani, consultati dal 60% della
    >> popolazione.

    Allora, scusate, ma di cosa state parlando?
    L’incremento percentuale degli utenti internet è un dato a dir poco irrisorio rispetto ai numeri che identificano la massa di matusa che si appiccica alla tv dalle 7.00 del mattino.
    Anche perchè altrimenti non sarebbe l’Italia.

  • http://www.webnews.it Emanuele Menietti

    l’incremento di quasi dieci punti percentuali nell’indice di penetrazione di Interne è tutt’altro che irrisorio, gentile Piero. È un dato medio “spalmato” sull’intera popolazione. Come emerge nell’articolo, i dati cambiano anche a seconda delle fasce di età.
    Il 92,1% della televisione è radicato da oltre cinquanta anni di utilizzo del mezzo. La rivoluzione verso il digitale è comunque in concorso, e tutti gli indicatori statistici lo testimoniano. I new media non sostituiranno nell’immediato gli old media, la loro convivenza porta a questi dati.