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Wardriving, legale o contro la legge?

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Abbiamo già parlato tempo fa del fenomeno del wardriving, che in poche parole è una ricerca di reti wireless in giro per la città. Ci è capitato inoltre di segnalare alcuni casi di wardriving illegale e altri casi più legati all’ingeniutà della persona.

Sembra che i controlli su questo nuovo tipo di attacco alle reti wireless sia molto di moda. È notizia fresca la denuncia, da parte della polizia postale, di un palermitano che si aggirava in cerca di reti wireless aperte per navigare gratuitamente.

Va precisato che possono essere fatte due tipi di ricerche di reti, una ricerca per individuare se nella zona sono presenti altre reti wireless e una ricerca invece atta ad individuare un collegamento libero da protezione con cui navigare gratuitamente.

Nel primo caso, la sola ricerca senza navigazione non è perseguibile penalmente, spesso capita che un portatile appena acceso e dotato di connettività wireless effettui una ricerca automatica all’avvio, ovviamente in questo caso non incorriamo in alcuna sanzione.

Differente è il caso se, trovata una rete libera o protetta si cerchi di accedere per usufruire gratuitamente del collegamento senza permesso, in questo caso si potrebbe incorrere in responsabilità penali a seconda dello scopo per cui abbiamo utilizzato il collegamento “rubato”.

La differenza fondamentale sta nel violare una rete libera o protetta, in caso di rete libera infatti le sanzioni a cui si va incontro sono solamente di tipo economico, anche se molto salate. In caso di utilizzo di rete protetta e quindi di forzatura dei protocolli di protezione della rete wireless oltre alle sanzioni economiche si incappa in reati come:

“…l’intercettazione abusiva di comunicazioni…”

“…passando per la frode informatica…”

“…la sostituzione di persona, il danneggiamento di sistemi informatici o telematici…”

come riporta un articolo completo sull’argomento pubblicato da i-dome

Spesso infatti si pensa ai wardriver come semplici utenti che vogliano solamente utilizzare la connessione a scrocco dello sprovveduto padrone che non ha protetto la propria rete. Ma è sempre più frequente il caso di wardriver intenti a vere e proprie opere di manomissione e di infezione tramite l’inserimento di virus e malware, creando così gravi danni per il proprietario della rete stessa.

Il discorso è complesso, ma rileggendo meglio l’articolo è abbastanza chiaro, la tecnica del wardriving è illegale. Utilizzare connessioni protette altrui è contro la legge, mentre l’utilizzo di reti wireless senza il permesso del proprietario è punibile con sanzioni economiche. Non ci resta che attendere la costruzione delle tanto richieste reti cittadine gratuite o dell’installazione di hot spot vicini alla nostra abitazione o in grado di coprire buona parte del territorio cittadino. Ma davvero non possiamo farne a meno di internet o forse è solo una curiosità quella di provare a collegarsi a reti altrui?

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