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Ask.com punta sulla privacy con AskEraser

Ask.com ha da oggi introdotto una nuova funzionalità all'interno delle proprie pagine, grazie alla quale gli utenti potranno richiedere la cancellazione dei propri dati correlati alle ricerche effettuate. Il servizio è disponibile solo negli USA e UK

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Ask.com, uno dei principali motori di ricerca presenti sul Web, punta sulla tutela della privacy dei propri utenti introducendo in data odierna una nuova funzione battezzata ‘AskEraser‘, tramite la quale sarà possibile richiedere l’eliminazione dai server dei propri dati correlati alle ricerche effettuate. Ask.com si propone così di divenire uno dei portali dediti alle ricerche meno intrusivi, offrendo ai propri utenti un nuovo livello di trasparenza nel trattamento dei loro dati, il tutto nella speranza di costituire una reale alternativa ai motori più blasonati quali Google e Yahoo. Il servizio è per il momento disponibile solo per gli utenti americani ed inglesi e sarà esteso ad altri paesi nel corso del 2008.

«Noi crediamo che gli utenti dovrebbero avere la possibilità di controllare l’utilizzo dei dati che rappresentano le loro ricerche», dichiara il team di Ask.com all’interno della pagina di presentazione di AskEraser. Il nuovo servizio si presenta come un semplice link presente in alto a destra della pagina di ricerca, grazie al quale è possibile attivare o disattivare in maniera permanente tale funzionalità. Una volta attivato AskEraser, l’utente richiede una completa eliminazione delle proprie query di ricerca e dei dati ad esse correlati memorizzati all’interno dei server di Ask.com, comprendenti: indirizzo IP, cookie contenenti le User ID e Session ID, nonchè tutti i testi inseriti nel corso delle proprie operazioni di ricerca. L’eliminazione dei dati avviene nel corso di qualche ora; normalmente la maggior parte dei motori di ricerca mantiene tali dati memorizzati per oltre un anno (18 mesi per Google e MSN, 13 mesi per Yahoo e AOL). All’interno del proprio computer rimarranno solamente due cookie contenenti un riferimento ad Ask.com: un cookie denominato “askeraser”, il quale consente di sapere se l’utente ha attivato o meno il servizio in questione e un altro chiamato “adt”, il quale permette di sapere se l’utente ha dato il suo permesso a visualizzare contenuti non filtrati.

Non è però tutto oro ciò che luccica: AskEraser non funziona nel caso l’accesso al motore di ricerca avvenga attraverso siti di terze parti oppure attraverso una search toolbar, inoltre l’attivazione della nuova funzionalità non permette di scegliere una skin per la homepage e inibisce l’accesso a MyStuff. Rimanendo nell’ambito della privacy, emerge inoltre un dato assai importante, come prontamente riportato da Associates Press: «poichè Ask.com si appoggia su Google per fornire molti dei link pubblicitari testuali che appaiono all’interno delle pagine, alcune informazioni relative alle ricerche e agli elementi cliccati rimarranno all’interno dei computer utilizzati da Google anche se AskEraser è attivato». Ask.com non è quindi in grado di garantire un completo anonimato, anche se «il livello di controllo [da parte degli utenti] rimane senza precedenti e senza uguali», come ha dichiarato Doug Leeds, senior vice president of product management a Ask.com.

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