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Ai blocchi di partenza lo Standard Linux Mobile

Non è solo Android la via del mobile per il mondo open source. Ben prima di Google, infatti, aveva già preso corpo l'idea del Linux Phone Standard Forum di una serie di specifiche, ora rilasciate, per iniziare il progetto di un supporto per la telefonia

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LiPS, il Linux Phone Standard Forum, ha presentato la prima release delle sue specifiche per portare Linux sui telefonini. Le specifiche includono le API, Application Programming Interface, per accedere ai servizi che il telefonino offre per la telefonia e la messaggistica, nonchè alle funzioni avanzate presenti negli smartphone. Le specifiche includono anche degli standard per l’interfaccia ma non includono la parte più bassa dello stack, quello relativo alla telefonia: per aderire allo standard i produttori finali potranno usare i loro progetti preesistenti a patto di fornire un accesso standard agli strati superiori.

L’intento del LiPS è quello di avere, in un futuro a loro dire non troppo lontano, dei telefoni cellulari basati su Linux compatibili fra di loro: un’applicazione dovrebbe funzionare senza modifiche su tutti i dispositivi che implementano lo standard. Inoltre l’iniziativa vuole limitare la frammentazione e il conseguente disorientamento degli sviluppatori che vogliano usare uno stack Linux mobile, che si trovano spesso a dover scegliere tra numerose alternative che, nonostante il comune denominatore, risultano spesso eterogenee.

La prima versione delle specifiche giunge a due anni dalla fondazione del forum, da parte di membri del calibro di Orange, France Telecom, Telecom Italia e Montavista, quest’ultima una delle società leader per le versioni embedded del kernel Linux. LiPS conta di aggiornare a breve le specifiche in seguito alle esperienze reali che si avranno dei prossimi mesi.

Il LiPS, per quanto sia sul campo da più tempo, è stato messo un po’ in ombra da Android, lo stack Linux mobile presentato da Google, e dalla Open Handset Alliance, il consorzio di aziende che supportano e utilizzano Android. Le due inizative, come puntalizzato proprio dal LiPS in un documento (pdf), non sono strettamente concorrenti e, anzi, entrambe concorrono ad evitare le eccessive diversificazioni che finora hanno caratterizzato le varie esperienze Linux nel mercato della telefonia mobile. Inoltre LiPS e OHA hanno due approcci differenti: mentre OHA fornisce già un’implementazione, vale a dire Android, LiPS fornisce uno standard per costruire diverse implementazioni compatibili fra di loro.

L’approccio è diverso anche per quanto riguarda la licenza. Android verrà rilasciato sotto la Apache 2, mentre le specifiche del LiPS non prevedono una licenza particolare, lasciando ai produttori la possibilità di usare delle licenze più o meno restrittive, pur sempre nel rispetto di quelle originali del software utilizzato. In realtà se si considera che la licenza Apache 2 permette anche di riutilizzare il software all’interno di progetti con una licenza differente, i due approcci, per quanto diversi, permettono entrambi ai produttori un’ampia libertà nella gestione dei propri progetti.

Il LiPS non nasconde che farebbe piacere che anche Android aderisse al loro standard, anche se su questo punto sembrano esserci degli ostacoli tecnici. In Android, infatti, le applicazioni saranno sviluppate in Java e pertanto, essendo agnostiche riguardo lo stack sottostante, accederanno alle funzioni base tramite un intermediario, rappresentato appunto dalla Java Virtual Machine. Invece, secondo le specifiche del Linux Phone Standards Forum le applicazioni dovrebbero essere sviluppate accedendo direttamente alle API messe a disposizione dagli strati sottostanti, secondo un paradigma più tradizionale. Tuttavia il LiPS non potrà non tenere conto del successo che Android, nonostante non sia ancora pronto, sembra già riscuotere ed è più probabile che sia il LiPS a dover estendere e adattare le sue specifiche per avvicinarsi al progetto della Open Handset Alliance piuttosto che il contrario.

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