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Il futuro della distribuzione multimediale è online?

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La fine dell’anno si avvicina ed è inevitabile ritrovarsi a fare bilanci del passato e previsioni per il futuro. Trovo che sia un momento particolarmente interessante per parlare di musica e contenuti multimediali in generale, che stanno indubbiamente vivendo un periodo di profonda trasformazione.

L’avvento del P2P e dei formati digitali ha radicalmente cambiato lo scenario del mondo musicale prima e di quello video ora, con la diffusione della banda larga. E’ ormai chiaro che il modello tradizionale di lotta alla pirateria deve seguire strategie nuove e non vecchi paradigmi di contrasto muro contro muro che hanno dimostrato dare ben pochi risultati.

Al di là del discorso legale-illegale è indubbiamente cambiato anche il modo di usare il contenuto, ora digitale, che viene fruito sul computer, sul media center, sul lettore portatile e così via. Perde quindi di importanza il supporto fisico come CD e DVD che sono costosi, vincolano il consumatore e occupano spazio. Guadagna invece di importanza il supporto digitale come MP3 e streaming video, compriamo solo ciò che vogliamo e lo visioniamo facilmente su qualsiasi nostro device.

E’ facile quindi iniziare a pensare ad un modello di acquisto di musica, e poi forse anche di film e serie tv, basati sul download e/o streaming dal web. In particolare è possibile pensare a modelli di acquisto su abbonamento per la musica e di noleggio per i film.

Mi spiego meglio. Si è visto che la musica digitale venduta online, ad esempio su iTunes, ha dato ottimi risultati ma comunque la gente continua a scaricare illegalmente perchè un euro a canzone pare ancora troppo. Un modello basato su abbonamento, invece, potrebbe essere una soluzione capace di convincere molti a scaricare contenuti legalmente. Poco tempo fa a proposte del genere si rispondeva ridendo, ma di recente Nokia ha presentato Ovi che regala un anno di download illimitati dal catalogo musicale Universal agli acquirenti dei cellulari multimediali Nokia: un bel passo avanti.

Per i film e serie tv il discorso è invece diverso innanzitutto per la diversa natura del prodotto, che si presta anche a forme di “noleggio digitale” che consentono di scaricare il video e consentirne un numero limitato di visioni o illimitate visioni entro un determinato periodo di tempo.

La posizione di Microsoft, ad esempio, è da tempo fortemente orientata allo sviluppo di soluzioni software che rendano possibile questa fruizione digitale ubiqua dei contenuti digitali, addirittura Ballmer si è spinto a dire che Blu Ray e HD DVD sarebbero gli ultimi supporti ottici. Non credo che necessariamente sia così, forse continueremo ad avere supporti fisici, ma sono convinto che certamente questi supporti fisici saranno sempre meno i contenitori di musica e video venduti sugli scaffali dei negozi.

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