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Negligenze e leggerezze su Italia.it

Dopo alcuni mesi di indagine, la Commissione ministeriale ha prodotto il suo primo rapporto su Italia.it. Temi troppo brevi e negligenze avrebbero causato il flop del portale. La Commissione respinge la tesi dei compensi milionari e difende il ministero

Mentre molti passaggi del rapporto confermano le numerose perplessità espresse da esperti, e non, all’indomani della messa online del portale, la Commissione smentisce categoricamente le illazioni circolate sul Web in merito ai costi effettivi di creazione e gestione di Italia.it. Le cifre di cui parla il rapporto paiono, in effetti, ben lontane dai 45 milioni di Euro prospettati da alcune fonti. «Il corrispettivo contrattuale omnicomprensivo, fisso ed invariabile, per l’esecuzione della fornitura è stato fissato in sede contrattuale in complessivi Euro 7.850.040,00 IVA esclusa, al netto del ribasso offerto in sede di gara». L’impegno di spesa venne poi ridotto nell’autunno del 2006 a fronte dei disservizi rilevati sul portale. Al fornitore furono riconosciuti circa quattro milioni di Euro che, secondo la Commissione, a oggi non sarebbero stati ancora erogati.

Il rapporto conclude le proprie osservazioni definendo ormai terminata la fase di criticità sul portale, che potrebbe quindi continuare ad arricchirsi di contenuti e servizi fino al raggiungimento degli standard previsti. Le conclusioni cui giunge la Commissione paiono, però, in alcuni passaggi eccessivamente parziali. Secondo il rapporto, le principali responsabilità andrebbero imputate interamente a Innovazione Italia, che avrebbe gestito con leggerezza le prime fasi di appalto e di creazione del portale. Nessuna responsabilità per il Dipartimento per l’Innovazione Tecnologica, dunque, che avrebbe semplicemente svolto il ruolo di «sovrintendere ed indirizzare l’attività della stazione appaltante». Resta però da chiedersi se l’attività di controllo su Innovazione Italia sia stata realmente svolta al meglio dal Dipartimento.

Sarcastico il commento sul blog Millionportalbay, riferimento che fin dall’inizio ha seguito assieme a Scandalo Italiano le sorti del progetto: «a parte che ai 25 milioni di euro per contenuti ne vanno sommati altri 2,1 di cofinanziamento regionale ed altri 2 milioni ancora per la promozione di italia.it (decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 22/07/2005), che la commissione si perde casualmente per strada; ma anche qui si prova a sostenere la tesi del “…ma mica erano tutti per il portale”, la favoletta ormai preferita da tutti gli attori istituzionali per tentare di imbonire, secondo loro, i gonzi in ascolto. La realtà nuda e cruda è che nessuno (commissione compresa) è sinora riuscito e senza ambiguità a fare piena luce sui conti e sui costi effettivi del progetto» E relativamente alle smentite ufficiali sulle critiche piovute sul portale “da 50 milioni di euro” chiosa: «Capito? Nessun fondamento. Tranquilli: è tutto OK ;)».

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  • Piero

    confermo! E’ TUTTO OK RAGAZZI!!! E’ TUTTO OK!!