Digital.it
QR code per la pagina originale
news_0bac03fab56e2c56.png

Don’t be evil, please

Google compie un passo coraggioso ed opinabile: sta per nascere una nuova ennesima repository di contenuti che si insinua a metà tra Yahoo Answer e Wikipedia: Knol sarà una enciclopedia user generated basata proprio sul riconoscimento degli autori

Don’t be evil Google. L’ho scritto di getto, appena saputo di Knol. È stata una reazione istintiva, di quelle che vengono fuori a pelle. Un po’ come quando ci si sente traditi e si dice quel che non si vorrebbe dire. A distanza di qualche giorno, a mente fredda e dopo aver abbozzato un ragionamento lucido, ancora non vorrei dirlo, ma ancora lo debbo invece dire: per favore, don’t be evil Google…

Knol è un nuovo grande contenitore che Google sta mettendo a punto per raccogliere informazioni di varia natura con gli utenti chiamati a raccolta per contribuire alla costruzione dell’ennesima grande enciclopedia sulla rete. Dunque, innanzitutto, trattasi di un enorme spreco di risorse equivalente alla duplicazione di quella che è ad oggi la più grande enciclopedia libera esistente al mondo. Il modo in cui tale raccoglitore sarà organizzato e gestito detterà le direttrici attraverso cui il progetto si evolverà. Una cosa è certa: al centro non ci sono solo i contenuti, ma anche gli autori. Le persone. Chi firma un documento assume un ruolo ed una valenza, funge da garante e da editore, si assume le proprie responsabilità ricavandone in cambio fama e, chissà, danaro. La pubblicità tutto può. Uno screenshot illustra una pagina di esempio con annessi e connessi: le informazioni sull’autore, le pagine di editing, la struttura in stile blog, eccetera. Eppure c’è qualcosa che puzza di bruciato.

Come tutti i sistemi che si espandono a dismisura, viene il momento in cui tutto si inverte ed inizia la tendenza all’implosione. Google potrebbe aver fatto questo piccolo grande passo falso (“potrebbe”, per carità!). Perchè va ricordato: Google si è sempre proposto come uno strumento in grado di organizzare l’accesso a tutta l’informazione del mondo. Il grande valore di Google è stato quello per cui nel tempo il motore si è frapposto tra utenti e contenuti regolando gli accessi e controllando ogni dinamica contestuale. La pubblicità ha sublimato tutto ciò trasformando in danaro la posizione di controllo guadagnata, ma in tutto ciò il sistema sembrava chiaro: io ho bisogno dei contenuti, Google mi aiuta a trovarli. Ne nasce un valore basato sul collegamento. Ora il meccanismo cambia perchè Google non intende più solo collegare le entità, ma controllarle direttamente. Intende ospitare i contenuti e classificare i profili. Chissà, prima o poi ci sarà un PageRank per ognuno di noi: saremo più o meno correlati ai contenuti, dunque più o meno interessanti ai fini dell’ordinamento. E non esserci significherà avere PR=0. Ovvero non esistere.

Se vuoi aggiornamenti su Don’t be evil, please inserisci la tua e-mail nel box qui sotto:

  1 2 3Pagina successiva »  
  • http://www.paolo.cc Paolo

    Google sta pian piano inglobando internet dentro di se… ci manca solo un servizio hosting gratuito con annessa la registrazione dei domini (che Google già offre) ed il gioco sarà quasi fatto… In fondo con GDrive (l’hard disk gratuito online) non ci manca tanto… Questo è il vero terrore… non tanto la confusione o il disordine o la duplicazione dei dati delle enciclopedie…

  • http://nulll.altervista.org nulll

    no. è troppo pericoloso.
    Google ha troppe informazioni troppo delicate…le mie mail, le mie ricerche, i miei gusti, i miei interessi, il mio profilo “social network” (tra poco), il mio profilo come “esperto” del mio campo (tra poco), i siti web che gestisco, gli oggetti che compro online…
    decisamente troppo. decisamente pericoloso.

    Vi ricordate in Cina? Google è sceso a compromessi con la dittatura cinese…s’è fatto strumento della censura cinese…per cosa? per soldi…non certo per etica.
    E vi ricordate yahoo che dato informazioni riguardo un certo utente al governo cinese permettendone l’arresto x reato d’opinione?

    Cosa succederebbe se ci fosse un crollo della democrazia diciamo in USA? o in Italia o in Canada o in Germania?
    Cosa succederebbe se questo paese chiedesse informazioni a google x reati di opinione?

    DeGoogleziamoci

  • Sbalky

    Per tutti i fan di Google “quelli-che-non-sono-evil” un’idea meravigliosa sarebbe quella di eliminare l’ormai vetusto pulsante “I’m feeling lucky!” in favore di un più rassicurante “I’m feeling Googlized!”, che punti diretto al Knol voluto, scritto e posseduto da Google.
    Viva Google, abbasso Bill!!

  • massimo

    mi sembra logico pensare che una qualsiasi azienda piccola o grande operante in qualsiasi settore ottimizzi le sue potenzialità e vada a creare o a colmare nicchie di mercato. Questo timore del “troppo potere” esiste soltanto in parte ed è fermato da quell’ipotesi dell’implosione accennata nell’articolo. Se il prodotto che verrà offerto avrà qualità ben venga, sinceramente poco importa da chi viene offerto.