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La Carta d’Identità Elettronica sta già diventando vecchia?

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Recentemente l’ex ministro per l’Innovazione Lucio Stanca ha sollecitato il Governo a rilanciare il progetto per la Carta d?Identità Elettronica (CIE).

Essenzialmente il problema che si riscontra, dopo che sono state rilasciate più di due milioni di carte, è che sono state usate tecnologie troppo costose che, in certi casi, erano pure inutili, potendosi scegliere valide alternative meno onerose.

Vi è poi un altro problema ancora più grave, legato all’Unione Europea. Dal 2010, infatti, entreranno in vigore le norme europee della Carta Europea del Cittadino, che prevedono per le carte di identità nazionali più o meno gli stessi standard previsti per il passaporto elettronico, quasi del tutto incompatibili con la CIE.

Insomma, la CIE italiana rischia di diffondersi “già vecchia” e tutta da rifare nel giro di pochi anni. La proposta è quindi quella di correggere immediatamente il tiro, in modo che da subito si emettano CIE già compatibili con il futuro standard. In questo modo non solo lo Stato risparmierebbe denaro, ma anche il cittadino risparmierebbe tempo e arrabbiature.

Troppo spesso, infatti, ci si dimentica che è lo Stato a dover essere al servizio del Cittadino e non viceversa. Ottenere un documento di identità è un diritto che deve essere soddisfatto senza provocare agonie e fastidi ai soggetti che lo devono richiedere, spesso costretti ad estenuanti code e attese negli uffici pubblici. Per questo motivo la CIE dovrebbe essere rilasciata una volta per tutte già compatibile con servizi futuri, anche perchè è facile intuire che in futuro sempre a sempre più servizi sarà associata come strumento di autenticazione la CIE, così come adesso ad esempio avviene in Regione Lombardia con la Carta Regionale dei Servizi.

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