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Novell cresce ma chiude l’anno in passivo

Con l'ultima trimestrale del 2007 il gruppo Novell chiude l'anno in perdita, nonostante la ristrutturazione e l'enorme balzo in avanti dei ricavi derivati dalla divisione open source. La crescita è ottenuta ai danni di Unix e Microsoft, non di RedHat

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Novell ha presentato l’ultima trimestrale di cassa per l’anno 2007 evidenziando forti perdite, notizia che ha provocato un ribasso delle azioni dell’8,6%. Le perdite ammontano a circa 18 milioni di dollari (circa 12 milioni di Euro) e il dato appare grave se confrontato con la trimestrale precendente che aveva registrato un +20% nelle entrate, andando oltre le previsioni degli analisti che invece, in questo caso, sono state deluse visto che il Thomson Financial aveva previsto un guadagno di circa 15 milioni.

Il risultato è in parte dovuto allo scorporo e alla vendita della sua unità di consulenza con sede in Svizzera, mossa che fa parte di un più ampio disegno di ristrutturazione aziendale avviato da Novell già nel 2006.

I dati presentati portano le perdite totali su base annua a a 44,5 milioni di dollari, dopo che il 2006 si era chiuso con un profitto di 18,7 milioni. Questo ha fatto sì che Novell rivedesse al ribasso le previsioni per i ricavi del 2008. Tuttavia Novell si dimostra fiduciosa nel futuro e nel successo della ristrutturazione, che mira soprattutto ad espandere il reparto che si dedica all’open source e in particolare a Linux e Suse.

E infatti già quest’anno le entrate derivanti da tale reparto hanno fatto segnare un balzo in avanti del 69% sul trimestre e del 108% su base annua, portando la divisione open source ad essere la principale fonte di ricavi dell’azienda. Tali ricavi sono, inoltre, destinati a salire ulteriormente nel breve termine in seguito al contratto firmato con la Office Depot, seconda azienda statunitense nella distribuzione di prodotti per l’ufficio, che ha deciso di utilizzare su tutta la sua infrastruttura server il Suse Linux Enterprise Server. Il prodotto di Novell andrà a sostituire principalmente installazioni Windows, Solaris e mainframe IBM. Ciò conferma la crescita del mercato Linux in generale: i profitti di Novell derivanti dalle installazioni Suse non avvengono a discapito delle quote di mercato di RedHat o altri player del settore, ma sono quasi tutti relativi a nuove installazioni o a sostituzioni di piattaforme preesistenti con Unix o Windows.

La ristrutturazione, per quanto stia già dando i suoi frutti, rende perplessi gli analisti, che pure prevedono per Novell un 2008 più roseo di quanto la stessa azienda non ipotizzi. Infatti Eric Schmidt, ex-CEO di Novell, ha annunciato che la ristrutturazione continuerà ancora nel 2008 e costerà in totale 70 milioni di dollari, mentre la cifra iniziale doveva attestarsi tra i 25 e i 35 milioni.

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