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Gambling online, il WTO sanziona gli USA

Gli Stati Uniti dovranno fornire nuove possibilità commerciali agli stati dell'Unione Europea come compensazione del fatto che inibiscono sul loro territorio la possibilità di giocare d'azzardo su siti stranieri. La decisione giunge direttamente dal WTO

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È sempre più complesso e intricato il rapporto che gli Stati Uniti hanno con il gioco d’azzardo. Se negli scorsi decenni sembravano aver trovato un compromesso accettabile dando la concessione solo in determinati stati, ora con internet e il gambling online tutto si complica.

Recentemente stanno infatti venendo al pettine tutti i nodi legali partiti qualche anno fa, tanto che ora gli Stati Uniti sono dovuti capitolare anche davanti al WTO e fare delle importanti concessioni economiche ai paesi ai cui siti di gioco d’azzardo impediscono l’accesso dal loro territorio.

Secondo la politica dello zio Sam infatti non è possibile per i propri cittadini collegarsi e giocare d’azzardo su siti di paesi che non siano il proprio. La decisione ha scatenato l’ira (per primo) del piccolo stato di Antigua che vive di turismo e gioco d’azzardo e che si è visto interdire i propri servizi in rete di punto in bianco. Antigua e Barbuda si sono originariamente rivolti al WTO affermando che quanto fatto dagli Stati Uniti era illegale e in seguito, siccome da Washington hanno riscritto le proprie regole commerciali per estromettere la questione dalla giurisdizione del WTO, chiedendo un rimborso di 3 miliardi e mezzo di dollari l’anno.

Si è dunque trattato del tipico caso in cui il topo fa la voce del leone. Infatti subito dopo Antigua sono arrivati anche molti altri stati con interessi “d’azzardo” negli Stati Uniti, dal Canada, al Giappone fino all’Unione Europea.

Proprio con l’Unione gli Stati Uniti hanno firmato un accordo di compensazione che prevede che a fronte della mancata possibilità di agire come player nel mercato del gioco d’azzardo i paesi dell’Unione Europea potranno avere nuove opportunità commerciali nei settori postale e dei corrieri, della ricerca e dello sviluppo, dello stoccaggio e del deposito.

Ma se una simile offerta soddisfa l’Europa, di certo non può soddisfare il piccolo stato di Antigua il quale continua a vincere la sua battaglia, insistendo sulla pratica poco pulita di trattare business statunitensi e stranieri con pesi e misure differenti. Antigua è ad oggi il più piccolo stato ad aver mai vinto una disputa nel WTO.

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