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Lo SPAM lo combatto con il social network

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Notizia interessante quella riportata da Vision Post sulla mole di SPAM che circola nel mondo in questo periodo.

Lo studio è stato portato avanti dalla Barracuda Networks e ha evidenziato come bel il 95% delle mail inviate nel corso del 2007 fosse a contenuto pubblicitario/dannoso, cifre incredibili se paragonate alle realtà di 5/6 anni fa quando la mole totale di SPAM raggiungeva il 5/7% del traffico totale.

Un dato interessante che porta con sé le dovute riflessioni sullo spreco della banda che i server di tutto il mondo debbono sostenere, sullo spreco di tempo per arginare il fenomeno e sui danni che lo SPAM ha sulla produttività delle aziende (specie se si tratta di realtà medio piccole).

Ma una soluzione definitiva è forse possibile: attraverso il social networking.

In che senso? Il principio teorico è molto semplice. Le tecniche per l’aggiramento dei filtri di SPAM sono sempre più sofisticate e devono essere mantenute costantemente aggiornate, non tutti i provider e i fornitori riescono nell’operato (Google per esempio investe moltissimo in questo aspetto e riesce ad avere risultati eccellenti).

Ecco quindi che l’azione di un gruppo coeso potrebbe fare realmente la differenza.

Il suggerimento arriva direttamente da Cnet: i social network (Myspace, LinkedIn, Facebook, etc) costituiscono un importate punto di aggregazione, si può combattere lo SPAM sfruttando la teoria dei sei gradi di separazione. Ognuno potrebbe diffondere ai propri conoscenti la propria lista di mail definite come SPAM e fare in modo che questa lista si allarghi e si integri con i feedback ricevuti dai propri contatti. Sembra una soluzione interessante.

Voi cosa ne pensate? Potrebbe essere un modo per arginare in maniera definitiva questo fastidiosissimo fenomeno?

Non lo so. Io resto, per il momento, dubbioso. L’idea di per sé è interessante, ma merita di essere sviluppata meglio, anche perché bisognerebbe definire un criterio condiviso di SPAM e trovare un modo per integrare questo modus operandi nella realtà dei social network. GMail non fa forse lo stesso?

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