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No alle vendite degli IQ test su eBay

Grandi proteste per la messa all'asta su eBay di alcuni Wechsler intelligence test, questionari professionali per la determinazione del quoziente intellettivo. Secondo la società produttrice solo un esperto può interpretarli correttamente

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eBay applica chiare regole su cosa sia possibile mettere all’asta sul proprio sito e cosa no, e si tratta anche di regole abbastanza strette. Tuttavia la policy del sito non prevede la chiusura forzata di un’asta per prevenire cattivi utilizzi dell’oggetto in vendita come adesso stanno chiedendo molti psicologi degli Stati Uniti.

A far partire la richiesta è stata la Harcourt Assessment Inc., casa produttrice dei Wechsler intelligence test, questionari utilizzati per determinare il grado di intelligenza di criminali durante i processi o dei bambini con difficoltà di apprendimento. Test professionali che tuttavia non possono essere somministrati, secondo la società che li produce, senza che poi a valutarli ci siano delle figure specializzate.

I Wechsler test sono utilizzati almeno un milione di volte ogni anno in ambiti ufficiali e ora possono essere comprati su eBay per cifre che vanno dai 175 ai 900 dollari e, nonostante le proteste, il sito d’aste sembra non voler cedere all’idea secondo cui non sarebbe in grado e non intenderebbe monitorare ogni possibile cattivo uso degli oggetti venduti attraverso il bazar. Anche perchè non è ben chiaro quanto ci sia di fondato nelle motivazioni della Harcourt e quanto si tratti di difesa del proprio business.

Anche gli psicologi si schierano con la società produttrice dei test affermando che una cattiva interpretazione dei risultati è molto probabile se non vengono valutati da esperti del settore. Nel tentativo di dare una risposta al rifiuto di eBay la Harcourt ha infatti preso una pagina del National Psychologist Magazine per chiedere a tutti i professionisti di schierarsi con loro e sensibilizzare la direzione di eBay.

Il colosso delle aste tuttavia non sembra ben disposto a tornare sui suoi passi benchè dichiari, come riportato dalla Reuters, per bocca del proprio portavoce: «Siamo sempre aperti al dialogo. La nostra policy si evolve con il mutare della società».

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