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Dopo l’abbassamento del PageRank?

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Dopo l’abbassamento del PageRank, da parte di Google, ci sono stati siti che si sono adeguati, togliendo i link in uscita (o mettendo il nofollow) e siti che hanno deciso di lasciare come stavano i link.

Abbiamo chiesto a 4 SEO professionisti se pensano che la penalizzazione del PR sia fine a se stessa o se sarà trasportata anche alle visite, per chi ha deciso di non dare ascolto a Google.

Ecco le risposte:

Fabio Dell’orto, Agenzia SEO Triplaw:

Secondo logica si, però non credo che Google rischierebbe di farci una figuraccia, SALVO CHE non riesca a fare un’anteprima degli eventuali risultati e valutarla in tempi ragionevoli e a quel punto decidere se fare finta di niente accontentandosi dell’intimidazione, oppure passare alle “sanzioni penali”. L’anteprima è realizzabile, la verifica diventa già un problema.

Jacopo Gonzales, Marketing Routes:

Dubito fortemente che ciò possa accadere, per diversi motivi.

Il primo tra tutti è che non vedo un rapporto diretto tra visite e pagerank della TB, a prescindere dal fatto che un sito sia penalizzato o meno in termini di riduzione del PR.

In secondo poi, il pagerank della toolbar, come sappiamo, conta meno di zero in quanto non è il valore reale di una index che, al contrario, viene gelosamente tenuto nascosto, ma ad oggi sembra essere l’unica cosa visibile che cala in presenza di vendita link e di cui i webmaster e amministratori di siti di tutto il mondo sono a conoscenza.

Terzo poi, il pagerank è determinato unicamente dai link verso pagine. Ma è solo il content presente in queste a determinarne il traffico (con l’ovvio carico di link al seguito che certamente rileva, secondo la logica borbonica del link come espressione di un voto) e la rilevanza dello stesso a fronte di una query. In breve, una pagina priva di link, difficilmente risulterebbe rilevante e visibile.

È ovvio poi che il PageRank reale concorra tra i vari altri fattori, a determinare il ranking di un sito, come del resto sanno anche i sassi. Ma non si commetta l’errore di confondere il valore reale (che non è quello penalizzato) con quello che appare nella toolbar (da diverso tempo ne suggerisco la disinstallazione). In linea di massima, come i più svegli hanno certamente compreso, Google non vuole che nessuno osi intaccare il suo core business che, guarda caso, si fonda esclusivamente sulla vendita di link testuali tramite Adwords, annunci i quali per giunta, sono di frequente più irrilevanti di un link venduto al mercato nero e la cui fee non passa per le tasche del Googleplex. Questo secondo me è il motivo unico e fondante della sua reazione nei confronti della vendita di link da parte di soggetti diversi da lui e, in quanto tali, non autorizzati a farlo. Depauperare i siti web del loro pagerank reale significherebbe almeno:

  1. farsi una pessima pubblicità su scala mondiale.
  2. Annullare l’efficacia del link come espressione di voto e preferenza.
  3. Last but not least, privare le proprie serp di rilevanza che, nel bene e nel male, sono tali grazie ai link e grazie ai SEO. In minima parte grazie a Google.

Marco Ziero di MOCA Interactive:

Tutti noi abbiamo sempre detto, da un po’ di tempo, che il PR conta poco o nulla, anche nel Forum GT si riprendeva sempre la frase di “lasciar perdere la barretta verde”; per tanto, in linea con questo, mi sento di dire che il calo di PR non inciderà sul traffico, anche perchè abbiamo sempre portato case history che lo dimostravano perfettamente. La vedo come un’azione per bloccare la vendita di link che generano traffico e ranking per i compratori… traffico e ranking ingiustificati e contrari a quanto Google offre ai propri utenti. È la maniera più spudorata e più alla luce del sole per falsare i risultati di Google, ma non solo quello, visto che un link da Pandemia, mi alza il PR, ma forse, mi aumenta anche il traffico. Per chiudere mi sento di dire che, poichè il PR l’abbiamo sempre considerato poco, io continuo a considerarlo poco, quindi non ci saranno variazioni di traffico per chi si è visto segare il PR causa vendita di link. :)

Salvatore Cariello CEO di SEMBOX:

Come ho già detto sul mio blog, credo che l’abbassamento del PR, che hanno subito i siti che vendevano/vendono link, sia semplicemente una mossa di google per evitare che questi ultimi possano influenzare in modo significativo il corretto posizionamento del suo algoritmo. Quindi l’abbassamento del PR non è, in questo caso, una penalizzazione del sito, in quanto non credo che vendere link possa incidere poi negativamente sugli effettivi contenuti del sito che li ospita, ma semplicemente è come se google avesse detto: “ok mi piacciono i tuoi contenuti, continuo a tenerti nel mio indice, però ti tolgo la facoltà di influenzare il posizionamento degli altri siti”.

Voi cosa ne pensate? Dopo la penalizzazione sul pagerank, per i siti che non si sono adeguati, si potrebbe verificare una penalizzazione sulle visite?

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