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E’ guerra contro i filtri anti P2P messi dai provider.

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Durante questa pausa natalizia è scattata la guerra contro i filtri che gli operatori ADSL metterebbero nelle loro reti per impedire agli utenti di usare i circuiti di file sharing, cioè in sostanza per impedire totalmente o parzialmente l’uso di programmi come Emule, Bitorrent e tanti altri.
Già da alcuni mesi era montata la protesta di molti utenti che consideravano illegale questa pratica diffusa dagli Isp, mentre i provider rispondevano che il vero motivo non era la volontà di bloccare il P2P ma solo quello di arginare l’utilizzo eccessivo di banda che si consumerebbe durante il file sharing.

A buttare benzina sul fuoco ancora, ci pensano i discografici che recentemente hanno dichiarato di aver chiesto all’Unione Europea di legiferare a loro favore per costringere i provider a bloccare le applicazioni p2P.

Insomma un vero mare in tempesta. Su questa delicata questione interviene ora l’Aduc che afferma con durezza come invece questa pratica dei filtri contro il P2P degli Isp sia assolutamente illegale.
Ma leggiamo assieme un passo del loro comunicato stampa:

“Ci giungono sempre più segnalazioni su come alcuni gestori telefonici stiano bloccando l’accesso ad alcuni protocolli Internet, come ad esempio il Peer-to-Peer (P2P). In altre parole, durante parte della giornata, per gli utenti e’ impossibile accedere a specifici siti e programmi. Per i gestori, questa pratica e’ necessaria per evitare un eccessivo intasamento della rete nelle ore di punta, intasamento causato da pochi ma che colpisce tutti gli utenti.
Se porre limiti alla banda è legittimo per gestire problemi di traffico della rete (sempre che non si violi il minimo garantito dal contratto), bloccare specificamente un particolare software/sito è illegale. Ad esempio, guardare un programma RaiTv in streaming può richiedere molta più banda di quella necessaria a diverse modalità d’uso di P2P. Se lo scopo è davvero quello di limitare la banda per tutti affinchè sempre tutti ne possano usufruire, perchè non limitare anche l’accesso al sito Internet della Rai o a qualsiasi altro sito/programma pesante? In breve, il gestore ha il diritto ed anche il dovere di gestire il traffico, ma lo deve fare secondo criteri di obiettività, trasparenza, non discriminazione e proporzionalità. Altrimenti, si è di fronte ad una triplice violazione”

Per chi volesse approfondire questa problematica, troverà l’interno comunicato stampa sul sito dell’Aduc.
In ogni caso, la battaglia sarà sicuramente ancora molto lunga e ricca di colpi di scena. Siamo appena all’inizio!

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