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Intel abbandona Negroponte e OLPC

Nonostante la recente pace estiva, Intel ha abbandonato il Consorzio di implementazione e produzione di OLPC. Alla base della nuova querelle ancora Classmate PC, il progetto gestito da Intel per la creazione di portatili a basso costo simili a OLPC

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È durato forse meno del previsto il sodalizio tra Intel e il Consorzio che ha coordinato lo sviluppo e la produzione di OLPC, il laptop “umanitario” di Nicholas Negroponte. Dopo le pesanti accuse lanciate nella scorsa primavera dal guru informatico, che aveva definito vergognoso il progetto Classmate PC, e la successiva pace armata nello scorso luglio, Intel ha abbandonato il consorzio OLPC, rivendicando piena autonomia per lo sviluppo del proprio programma per la creazione di portatili a basso costo.

Il divorzio tra OLPC e Intel non chiude semplicemente una querelle durata numerosi mesi, ma fa tramontare definitivamente le possibilità per Negroponte e il suo team di realizzare una nuova versione del portatile con la più grande casa produttrice di microprocessori al mondo. L’accordo stipulato nello scorso luglio, e ora apparentemente rescisso, prevedeva lo sviluppo di un nuovo OLPC basato su tecnologia Intel, nonché un armistizio tra Negroponte e il gruppo di Intel impegnato nella creazione di Classmate PC. Secondo alcune fonti vicine alle due parti in causa, le posizioni irremovibili di Nicholas Negroponte sarebbero state alla base del precoce abbandono da parte di Intel.

L’ideatore del progetto OLPC avrebbe infatti insistito affinché Intel ridimensionasse considerevolmente il proprio ruolo nello sviluppo di Classmate PC, per dedicare maggiori energie nello sviluppo di un nuovo portatile OX basato sui propri processori. Impegnata già in numerosi paesi con il proprio programma di sviluppo e implementazione di Classmate PC, Intel ha preferito dedicarsi al proprio progetto, abbandonando OLPC e le richieste difficilmente esaudibili di Negroponte. Tramite il proprio portavoce Chuck Mulloy, Intel ha seccamente smentito le numerose indiscrezioni circolate in merito al proprio abbandono legate alla scelta di OLPC di utilizzare, al momento, i processori prodotti dalla concorrente AMD. Secondo Mulloy, alla base del divorzio tra il Consorzio e Intel vi sarebbe esclusivamente un’incompatibilità di visioni: «Spiace che ciò sia accaduto, ma a un certo punto, anche se difficile, occorre prendere una decisione».