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Mercato dei microchip in crisi, regge Intel

La giornata di mercoledì ha visto un tracollo generale di tutti i titoli legati ai produttori di semiconduttori, compresi i due colossi Intel e AMD. Tuttavia gli esperti del settore ritengono Intel possa ottenere ottimi risultati anche nel 2008

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La giornata di mercoledì è stata decisamente critica per la maggior parte dei titoli legati alle principali società produttrici di semiconduttori, e non ha certamente risparmiato neppure le ammiraglie Intel e Advanced Micro Device (AMD). Le azioni legate ad AMD sono scese del 7,8 percento (o 47 centesimi) per portarsi a 5,31 dollari; un valore così basso non veniva registrato dalla società sin dal marzo 2003. Intel, nonostante le perdite registrate, ha chiuso la giornata con un aumento di 2,2 punti percentuali (o 49 centesimi), portando il suo titolo a 22,75 dollari. Gli esperti del settore guardano quindi ad Intel con un certo ottimismo, prevedendo un futuro non proprio roseo per il suo eterno concorrente.

Goldman Sachs, una delle più grandi e affermate banche d’affari del mondo, è convinta che Intel saprà dominare il mercato anche nel corso del 2008, continuando a guadagnare fette di mercato nei confronti della rivale AMD la quale non sembra essere riuscita a cambiare le carte in tavola con l’introduzione dei nuovi chip Barcellona, per troppo tempo rimandati e non all’altezza delle aspettative. Intel, dal canto suo, movimenterà il mercato dei microchip nella seconda metà del 2008 grazie a “Canmore“, un processore simile a quanto utilizzato attualmente all’interno dei personal computer ma studiato per gestire al meglio video in alta definizione, audio surround e grafica 3D.

AMD ha recentemente chiuso il suo quarto trimestre consecutivo in perdita e posticipato la distribuzione dei suoi processori high-end al primo trimestre del 2008. Gli analisti del Thomson Financial si aspettano una perdita di 36 centesimi per azione e nell’ultimo mese il titolo della società ha perso ben 38 punti percentuali. Si prospetta quindi un futuro difficile per il produttore di microchip americano, mentre la rivale Intel dovrebbe poter dormire sogni decisamente più tranquilli.

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