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Italia ancora arretrata sul fronte dell’e-commerce

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L’e-commerce in Italia va male, molto male e molto peggio rispetto ad altri paesi europei. A dirlo sono il Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, la School of Management del Politecnico di Milano e i dati di Nielsen//NetRatings.

Nel 2007 c?è stato un incremento nel commercio elettronico del 30% rispetto al 2006, mentre in Regno Unito l’incremento nello stesso periodo è stato del 76%. Complessivamente in Regno unito il 17,7% del commercio al dettaglio passa attraverso siti di e-commerce, in Italia si parla dell’1% (includendo peraltro gli acquisti che vanno oltre confine).

Di fronte a cifre del genere lo sconforto è tanto e ci sarebbe poco da commentare. In Italia solamente il 44% degli utenti internet ha acquistato almeno un paio di volte qualcosa online. Buffo notare che nel nostro paese il sito di e-commerce che vende di più è eBay, nonostante il motivo principale per cui la gente italica non compra online è la sfiducia, ed eBay è certamente luogo in cui è più facile incorrere in “fregature” piuttosto che altri noti negozi online.

L’italiano compra online con relativa fiducia e confidenza solo viaggi ed elettronica, dato che si spiega anche con la maggiore alfabetizzazione informatica (e quindi conseguente maggior fiducia) che ha chi compra componenti elettroniche online. Per i viaggi, invece, il tutto è facilmente spiegato con il filone del last minute e del particolare business che su internet trova uno sviluppo unico e conveniente per l?utente.

Il ritardo nei confronti degli altri paesi europei resta però impressionante, mentre all’estero l’e-commerce cresce a ritmi incalzanti più o meno in tutte le categorie merceologiche, in Italia ci si reca sul web al massimo per farsi un’idea e scegliere il prodotto che poi, comunque, si comprerà nel negozio di “fiducia”.

Del resto abbiamo sempre avuto un’avversità a nuovi strumenti di commercio, basti pensare alla scarsa diffusione del pagamento con bancomat e carta di credito. L?italiano spesso si ostina a pagare, anche importi di media consistenza, in contanti e ciò dovrebbe quindi prepararci a minor stupore nello scoprire che l’italiano non vuole dare il numero di carta di credito online.

Insomma, c’è ancora tanto lavoro da fare ma ritengo che, come al solito, prima o poi anche gli italiani si adegueranno ad un mercato che inevitabilmente cambierà grazie alla spinta delle grandi catene europee. Comprare online è più pratico, più comodo e, inoltre, aiuta l’ambiente perchè ci consente di fare shopping da casa, anzichè bruciare litri di benzina in giro per centri commerciali e in coda nel traffico.

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