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La EMI pronta a lasciare la IFPI

La major ha lanciato un ultimatum all'associazione fonografica britannica, avvertendo che se anche dopo la revisione dell'organismo prevista per Marzo esso dovesse continuare ad avere uno spirito che non la rappresenti più è pronta a lasciare

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La EMI ci ha abituato ad essere la pioniera delle etichette musicali quando si parla di libertà di utilizzo dei propri brani musicali e per tenere fede alla sua fama ora ha lanciato un ultimatum alla IFPI (associazione fonografica britannica) dicendo che se le sue politiche continueranno a non coincidere con quelle della EMI, lascerà il consorzio che al momento rappresenta 1,400 etichette musicali in 75 paesi.

Risale a Dicembre la lettera con la quale la grande etichetta ha annunciato di essere disposta a lasciare l’istituto che ad oggi si occupa più che altro di fare azione di lobbying e combattere la pirateria musicale. E come spesso accade la mossa di una delle 4 grandi sorelle influenza le altre, così si vocifera che anche le altre etichette (seppure in maniera più blanda) stiano discutendo con il consorzio una revisione delle politiche.

Un’idea pare sia quella di fondere il gruppo con la RIAA, il corrispettivo statunitense. Lo scopo infatti non è abbandonare i gruppi di interesse in quanto tali ma rivederne alcune funzioni, altrimenti potrebbe avere poco senso per le etichette continuare a finanziarli. C’è insomma la sensazione diffusa che gruppi come la IFPI non facciano più davvero l’interesse delle etichette e che le decisioni che prendono non siano più effettivamente rappresentative delle volontà dei gruppi che riuniscono.

Occorre aggiungere poi che oltre alle motivazioni elencate, secondo le etichette e principalmente la EMI ci sono anche dei costi da ridurre necessariamente. E’ dunque prevista una riorganizzazione della IFPI per Marzo dalla gestione della quale dipenderà la scelta dell’etichetta ribelle. Molti opinionisti comunque dubitano che la EMI sia poi disposta a mettere in pratica le minacce di abbandono.